Fino a che età si mantiene un figlio? La verità su 18, 25 e 30 anni

A 18 anni non succede nulla. A 25 nemmeno. E non esiste un’età in cui il mantenimento cessa “in automatico”: è uno dei falsi miti più diffusi del diritto di famiglia.

Il mantenimento di un figlio non finisce con la maggiore età, ma con l’autosufficienza economica. Può cessare a 22 anni come a 30 — e in certi casi anche prima dei 18 non è “tolto” senza passare dal giudice.

Il mito dei 18 anni

Il compimento dei 18 anni non fa cessare l’obbligo di mantenimento. Il figlio maggiorenne che non è ancora economicamente autosufficiente continua ad avere diritto al mantenimento da parte di entrambi i genitori (art. 337-septies c.c.). La maggiore età cambia una cosa sola: da quel momento il mantenimento può essere versato direttamente al figlio, se il giudice lo dispone. Ma l’obbligo resta.

Il mito dei 25 (o 30) anni

Non c’è nessuna soglia anagrafica scritta nella legge — né 25, né 30 anni. Quello che conta è il raggiungimento dell’autosufficienza economica: un reddito adeguato, stabile, che consenta al figlio di provvedere a sé. Finché quell’obiettivo non è raggiunto senza sua colpa, il mantenimento è dovuto.

C’è però un principio che pesa con l’età: più il figlio cresce, più aumenta l’aspettativa che si attivi. La giurisprudenza è consolidata nel richiedere, al crescere dell’età, un impegno concreto e verificabile del figlio nel formarsi e nel cercare lavoro. Il diritto al mantenimento non è un diritto a tempo indeterminato.

Quando il mantenimento cessa davvero

L’obbligo viene meno in due situazioni tipiche:

  • Autosufficienza raggiunta. Il figlio ha un reddito che gli permette di mantenersi. A quel punto il mantenimento non è più dovuto.
  • Colpevole inerzia del figlio. Il figlio che, per sua colpa, non si attiva — rifiuta senza ragione offerte di lavoro congrue, o non porta avanti il percorso formativo — perde il diritto al mantenimento, anche se non è autosufficiente. L’autoresponsabilità è un limite preciso.

Attenzione al rovescio della medaglia: quando il mantenimento non è dovuto (o può essere revocato) lo abbiamo spiegato in dettaglio in un articolo dedicato.

La regola d’oro: non si smette di pagare da soli

Questo è il punto in cui si sbaglia più spesso. Anche quando ci sono buone ragioni per credere che il mantenimento non sia più dovuto — il figlio lavora, si è trasferito, ha 28 anni — il genitore non può ridurre o interrompere l’assegno di propria iniziativa. La cessazione va accertata dal giudice (o concordata). Chi smette di pagare da solo commette un inadempimento, con conseguenze anche penali.

E prima dei 18 anni?

Per il figlio minorenne l’obbligo è pieno e non viene mai meno: entrambi i genitori devono mantenerlo in proporzione alle proprie risorse, a prescindere da separazione o divorzio (art. 337-ter c.c.). Anche qui, eventuali riduzioni per fatti sopravvenuti — perdita del lavoro, nuove esigenze — passano dal giudice, mai da una decisione unilaterale.

Errori frequenti

  • “Ha compiuto 18 anni, non pago più.” Falso: l’obbligo continua fino all’autosufficienza.
  • “A 25 anni scatta lo stop automatico.” Non esiste alcuna età fissa nella legge.
  • “Lavoricchia, quindi è autosufficiente.” L’autosufficienza richiede un reddito adeguato e stabile, non un impiego saltuario.
  • “Riduco l’assegno da solo.” Serve sempre un provvedimento del giudice o un accordo.

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Domande frequenti

Fino a che età un genitore deve mantenere un figlio?
Non c’è un’età fissa. L’obbligo dura fino al raggiungimento dell’autosufficienza economica del figlio, salvo che la mancata autosufficienza dipenda da sua colpa.

A 18 anni il mantenimento finisce?
No. Con la maggiore età l’assegno può essere versato direttamente al figlio, ma l’obbligo continua se il figlio non è ancora autosufficiente.

Se mio figlio ha 30 anni devo ancora mantenerlo?
Dipende: se non è autosufficiente senza sua colpa, in linea di principio sì. Ma più l’età avanza, più il giudice richiede la prova di un impegno concreto del figlio; il diritto non è illimitato.

Posso smettere di pagare se mio figlio ha iniziato a lavorare?
Non di tua iniziativa. Devi chiedere la revisione o la cessazione al giudice, dimostrando l’autosufficienza raggiunta.

Approfondisci: Art. 337-ter c.c. – Affidamento e mantenimento dei figli · Calcola l’assegno di mantenimento.

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