Molestie abituali e correlazione tra accusa e sentenza: riqualificazione lecita se prevedibile (Cass. pen. Sez. I n. 33171 del 07.10.2025)
Principi di diritto (Massima)
In tema di correlazione tra imputazione contestata e sentenza, la riqualificazione giuridica del fatto operata dal giudice di merito non viola l’art. 521 cod. proc. pen. quando il nucleo essenziale della fattispecie concreta resta immutato e la diversa qualificazione costituisce uno sviluppo interpretativo prevedibile per l’imputato. La violazione del principio di correlazione è configurabile solo in presenza di un concreto e non meramente ipotetico regresso sul piano dei diritti difensivi, derivante da una novazione dei termini dell’addebito. Il reato di cui all’art. 660 cod. pen., pur non essendo necessariamente abituale, può assumere in concreto la forma dell’abitualità, incompatibile con la continuazione, quando è la reiterazione stessa delle condotte a cagionare la molestia o il disturbo.
Il Fatto
Il Tribunale di Macerata, con sentenza dell’11 dicembre 2024, condannava l’imputato alla pena di 400 euro di multa per il reato di cui all’art. 660 cod. pen., così riqualificata l’originaria imputazione ex art. 612-bis cod. pen. Il giudice di merito riteneva accertato che l’imputato, in luogo aperto al pubblico, per petulanza o altro biasimevole motivo, avesse arrecato alla parte civile e al coniuge molestie e disturbo con condotte che, pur non raggiungendo la gravità degli atti persecutori, avevano turbato la tranquillità della coppia.
Avverso il provvedimento proponeva ricorso l’imputato, tramite il difensore di fiducia, articolando quattro motivi: violazione dell’art. 521 cod. proc. pen. per travalicamento del potere di riqualificazione; vizi di motivazione in ordine all’attribuzione di due episodi; violazione dell’art. 660 cod. pen. per difetto di abitualità. Il Procuratore generale concludeva per l’inammissibilità.
La Motivazione della Corte
La Corte affronta anzitutto il primo motivo, dichiarandolo infondato. Richiamando la propria giurisprudenza, osserva che per aversi mutamento del fatto occorre una trasformazione radicale, negli elementi essenziali, della fattispecie concreta, tale da generare incertezza sull’oggetto dell’imputazione con reale pregiudizio dei diritti della difesa. Il controllo non si esaurisce nel confronto letterale tra contestazione e sentenza, ma va condotto in concreto.
Nel caso esaminato non vi è stata immutazione del fatto: le condotte attribuite sono le medesime, ma il Tribunale ha ritenuto non evincibile il reato originariamente contestato e ne ha individuato uno meno grave, operando una riqualificazione giuridica. L’operazione è lecita quando la diversa qualificazione sia prevedibile, come tale non lesiva del diritto di difesa, e quando l’imputato abbia potuto contestarla attraverso l’impugnazione.
Sul secondo motivo la Corte accoglie parzialmente, limitatamente all’episodio del 12 novembre 2022. La persona offesa non vide l’imputato gettare il mozzicone, ma si limitò a notare una sigaretta accesa gettata sulla propria autovettura. L’attribuzione si fonda sull’essere l’imputato l’unica persona presente, ma la ricostruzione cronologica palesa uno iato logico: la parte offesa, dopo averlo visto fumare, si allontanò per dieci minuti. L’ipotesi difensiva alternativa è stata trascurata, così inficiando la tenuta della motivazione; il reperto della sigaretta, non accompagnato da perizia genetica, non rafforza l’iter argomentativo.
Viceversa, l’attribuzione dell’episodio del 19 dicembre 2022 regge, perché lo sputo è stato ricondotto all’imputato mediante l’avvistamento di una sagoma corrispondente nell’appartamento sovrastante, mentre fumava. La Corte ricorda infine che il reato di molestie, pur suscettibile di perfezionarsi con una sola azione, può assumere forma abituale quando è la reiterazione a creare disturbo, con decorrenza della prescrizione dall’ultimo atto. La sentenza è pertanto annullata limitatamente all’episodio del 12 novembre 2022, con rinvio al Tribunale di Macerata in diversa persona fisica; nel resto il ricorso è rigettato.
Nota della Redazione
Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.