Pena pecuniaria sostitutiva (art. 545-bis c.p.p.): il giudice acquisisce d’ufficio le condizioni economiche; la sostituzione non e subordinata all’allegazione della solvibilita (Cass. pen. 24067/2026)
Corte di Cassazione, Sesta Sezione Penale, sentenza n. 24067/2026 (n. sez. 843/2026), depositata il 30 giugno 2026, R.G.N. 9516/2026 — udienza pubblica del 26 maggio 2026, Presidente Pierluigi Di Stefano, Relatore Riccardo Amoroso.
Il principio di diritto
La sostituzione della pena detentiva con quella pecuniaria non puo ritenersi impedita dall’eventuale incertezza sulle condizioni economiche dell’imputato, che puo essere superata con i poteri di indagine assegnati al giudice dall’art. 545-bis cod. proc. pen.: e il giudice, d’ufficio, a disporre gli accertamenti sulle condizioni personali, familiari, sociali, economiche e patrimoniali, utili anche a stabilire il valore giornaliero della conversione, senza che la richiesta sia subordinata all’allegazione, da parte della difesa, della propria solvibilita.
Il fatto
La Corte d’appello di Salerno confermava la condanna dell’imputata per il reato di cui all’art. 334, comma 2, cod. pen. (sottrazione di un veicolo sottoposto a sequestro amministrativo, non piu rinvenuto in sede di confisca) alla pena di tre mesi di reclusione e 30 euro di multa. La difesa ricorreva per cassazione con due motivi: il mancato riconoscimento della particolare tenuita del fatto (art. 131-bis cod. pen.), per omessa valutazione delle modalita della condotta e dell’esiguita del danno; e l’erronea dichiarazione di inammissibilita della richiesta di sostituzione della pena detentiva con quella pecuniaria (art. 545-bis cod. proc. pen.).
La motivazione
Il ricorso e fondato su entrambi i motivi. Sulla particolare tenuita, la motivazione d’appello e carente: il giudizio ex art. 131-bis cod. pen. richiede una valutazione in concreto e congiunta di tutti gli indici — condotta, danno e colpevolezza — da soppesare anche quando siano di segno opposto, e non puo fondarsi su criteri astratti (l’id quod plerumque accidit sul valore del bene) ne sulla durata del sequestro, insignificante rispetto a una condotta di sottrazione a consumazione istantanea. Sulla pena sostitutiva, la Corte territoriale ha errato a monte, ritenendo condizione di ammissibilita l’allegazione difensiva della propria solvibilita: e invece il giudice a dover disporre d’ufficio, ex art. 545-bis cod. proc. pen., gli accertamenti sulle condizioni economiche dell’imputato; la sostituzione non e impedita dall’incertezza su tali condizioni, superabile con i poteri istruttori del giudice (resta impregiudicata la diversa questione della prognosi di insolvibilita, rimessa alle Sezioni Unite).
Esito: annulla la sentenza impugnata con rinvio per nuovo giudizio ad altra sezione della Corte d’appello di Salerno, ferme le statuizioni non oggetto di ricorso.
Implicazioni pratiche
Per ottenere la sostituzione della pena detentiva con quella pecuniaria (art. 545-bis cod. proc. pen.) la difesa non deve “provare” la solvibilita dell’imputato: e il giudice a dover acquisire d’ufficio le informazioni sulle condizioni economiche, anche per fissare il valore giornaliero di conversione. L’incertezza economica non e causa di inammissibilita. Sul fronte della particolare tenuita del fatto (art. 131-bis cod. pen.), il diniego va motivato con una valutazione concreta e complessiva di condotta, danno e colpevolezza: richiami astratti al valore del bene o alla durata di una procedura non bastano, tanto piu per reati a consumazione istantanea.
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