Controllo PNRR su mense scolastiche e 40% al Mezzogiorno (Corte dei Conti Sez. contr. gestione Stato n. 75 del 22.07.2024)
Principi di diritto (Massima)
Il controllo sulla gestione dei fondi del PNRR, esercitato ai sensi dell’art. 3, comma 4, legge n. 20/1994 e dell’art. 7, comma 7, d.l. n. 77/2021, verifica la corrispondenza dei risultati dell’attività amministrativa agli obiettivi e ai target fissati dal Piano. Nell’Investimento M4-C1-1.2 l’amministrazione titolare è tenuta ad assicurare che almeno il 40 per cento delle risorse allocabili territorialmente sia destinato alle regioni del Mezzogiorno, ai sensi dell’art. 2, comma 6-bis, d.l. n. 77/2021. Il vincolo si considera rispettato quando la quota di finanziamenti ammessi a favore delle regioni meridionali raggiunge la soglia, indipendentemente dalla fonte finanziaria di provenienza. La revisione del PNRR non comporta di per sé il definanziamento degli interventi, quando il target finale resti invariato e la Commissione europea riconosca risorse aggiuntive.
Il Fatto
La Sezione centrale di controllo sulla gestione delle Amministrazioni dello Stato ha esaminato l’Investimento 1.2 della Missione 4, Componente 1, del PNRR, dedicato al Piano di estensione del tempo pieno e mense, con dotazione iniziale di 960 milioni di euro. La misura è volta a finanziare la costruzione o la ristrutturazione di spazi per le mense scolastiche per almeno 1.000 edifici, con l’obiettivo di ampliare l’offerta formativa e contrastare la dispersione scolastica.
La verifica ha riguardato lo stato di attuazione dell’investimento alla data del 30 giugno 2024, con particolare attenzione alle procedure di selezione degli interventi, all’osservanza della clausola di destinazione territoriale delle risorse e al conseguimento delle milestone intermedie e del target finale.
La Motivazione della Corte
Sul piano della selezione, la Corte ricostruisce la procedura avviata con l’avviso pubblico del 2 dicembre 2021, che ha ammesso a finanziamento, dopo soccorso istruttorio e riapertura dei termini, 1.050 interventi per 464.104.322,96 euro, poi ridottisi a 995 per rinunce e decadenze. Il Collegio dà atto che l’individuazione dei soggetti attuatori negli enti locali proprietari degli edifici è coerente con la disciplina dell’art. 2, comma 6-bis, d.l. n. 77/2021, che impone la quota minima di risorse destinata al Mezzogiorno.
Quanto al rispetto di tale clausola, la Corte verifica che al 30 giugno 2024 la percentuale delle risorse destinate alle regioni meridionali si attesta al 42,78 per cento del totale dei finanziamenti ammessi, con conseguente osservanza del vincolo. Il dato è confermato anche dopo l’integrazione degli interventi già inseriti nella graduatoria del PON del 2021 e non finanziati per carenza di risorse, recuperati a valere sui fondi PNRR.
Sul versante dei definanziamenti, il Collegio esamina gli effetti del d.l. n. 19/2024 e della revisione del Piano adottata con decisione del Consiglio ECOFIN dell’8 dicembre 2023. Rileva che non vi è stata alcuna riduzione dei finanziamenti già concessi, essendo rimasto invariato il target finale di 1.000 mense e riconosciuto dalla Commissione europea un incremento di risorse RRF. L’amministrazione ha inoltre accertato economie per rinunce, definanziamenti e decadenze, con un decreto del 4 luglio 2024 che rinvia a un nuovo avviso l’individuazione di ulteriori interventi entro il limite di 515 milioni.
Sul conseguimento delle milestone, la Corte dà atto che, all’esito della verifica di aggiudicazione dei lavori, 944 interventi hanno rispettato i termini, mentre per 51 le attività di verifica risultano ancora in corso. I controlli formali sui rendiconti sono in corso e quelli sostanziali sulle procedure di gara sono avviati. Il Collegio raccomanda di acquisire una relazione del RUP per ciascun progetto, onde attestare la coerenza del cronoprogramma con la dead line del 30 giugno 2026, e invita il Ministero a trasmettere l’esito del monitoraggio previsto dall’art. 2, d.l. n. 19/2024.
Nota della Redazione
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