Porti verdi: la Corte dei conti monitora l’attuazione dell’investimento PNRR e il target dei 75 progetti (Corte dei Conti Sez. contr. gestione Stato n. 17 del 02.03.2026)
Principi di diritto (Massima)
La Corte dei conti, nell’esercizio del controllo sulla gestione delle risorse del PNRR ai sensi dell’art. 7, comma 7, d.l. n. 77/2021, verifica la corrispondenza dei risultati dell’attività amministrativa agli obiettivi stabiliti, valutando l’economicità, l’efficienza e l’efficacia dell’impiego dei fondi. In tale contesto, la corretta governance esercitata dall’amministrazione centrale responsabile dell’attuazione dell’investimento è condizione essenziale per il conseguimento dei target e delle milestone del Piano. L’eventuale ritardo o la mancata realizzazione degli interventi, se non adeguatamente monitorati, possono compromettere il raggiungimento degli obiettivi programmati, configurando un profilo di criticità gestionale che la Corte è chiamata a segnalare.
Il Fatto
La Sezione centrale di controllo sulla gestione delle Amministrazioni dello Stato ha condotto un’indagine sullo stato di attuazione dell’investimento M3C2-I1.1 “Interventi per la sostenibilità ambientale dei porti (Green Ports)” del PNRR, affidato al Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica (Mase). L’intervento, con una dotazione di 270 milioni di euro, mira a ridurre gli inquinanti da combustione nei porti attraverso l’efficientamento energetico e l’uso di energie rinnovabili, con l’obiettivo di una riduzione del 20% delle emissioni annue totali di CO2. L’aggiornamento è stato effettuato al 31 dicembre 2025, in continuità con i precedenti referti (deliberazioni n. 53/2023/G, n. 39/2025/G e n. 57/2025/G).
La Motivazione della Corte
La Corte rileva che il programma “Porti Verdi”, che vede come soggetti attuatori 9 Autorità di sistema portuale (AdSP), è stato interessato da una complessa procedura di finanziamento. A seguito dell’Avviso pubblico del 25 agosto 2021, sono state valutate 129 proposte progettuali, portando all’emanazione di otto decreti di ammissione a finanziamento per 31 progetti, per un totale di 110.995.240,64 euro, consentendo il raggiungimento del primo target M3C2-8. Un secondo gruppo di finanziamenti ha riguardato 21 progetti, con alcune formali rinunce.
Un elemento di criticità è emerso in relazione alla qualificazione di alcuni interventi come aiuti di Stato ai sensi dell’art. 107 TFUE. La Corte osserva come, esaurita la vigenza del Regolamento GBER n. 651/2014 nella versione originaria, la comunicazione del regime di aiuti alla Commissione europea nella versione novellata del regolamento abbia comportato un rallentamento oggettivo delle tempistiche di finanziamento. La modifica del PNRR ha quindi riqualificato il termine finale di conclusione dei progetti, posticipandolo dal 31 dicembre 2025 al 30 giugno 2026.
La deliberazione evidenzia la riapertura dei termini dell’Avviso disposta con decreto direttoriale n. 312 del 20 dicembre 2024, volta a riallocare le risorse residue (pari a circa 65 milioni di euro). A questa procedura integrativa, tuttavia, hanno aderito solo quattro AdSP, presentando 16 nuove proposte, di cui 14 ammesse a finanziamento con decreto n. 136 del 17 aprile 2025. Tale limitata partecipazione è attribuita alla complessità tecnico-operativa degli interventi, ai ristretti tempi di attuazione e ai vincoli normativi.
Al 31 dicembre 2025, al netto delle rinunce, i progetti finanziati risultano 68, per un totale di 161.418.587,51 euro. La Corte osserva come il target M3C2-9, che richiede il completamento di 75 progetti entro il secondo trimestre 2026, possa essere raggiunto anche grazie ai progetti finanziati tramite i bandi per i concessionari terminalisti, a ciascuno dei quali è associato un autonomo Codice unico di progetto (Cup). Tuttavia, la mancata comunicazione da parte delle AdSP del numero definitivo di questi progetti rappresenta un’incertezza che richiede un attento monitoraggio. La Corte conclude che il Mase continua ad esercitare una corretta governance, ma raccomanda alla Direzione generale competente di monitorare strettamente l’attuazione delle nuove proposte e di sollecitare la comunicazione tempestiva dei dati sui progetti dei terminalisti.
Nota della Redazione
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