Corte dei conti riferisce al Parlamento su PNRR giovani e donne (Corte dei Conti Sez. Riunite contr. n. 41 del 13.05.2024)
Principi di diritto (Massima)
La Corte dei conti, nell’esercizio della funzione di controllo attribuita dall’art. 100, secondo comma, della Costituzione e dall’art. 7, comma 7, del d.l. n. 77/2021, riferisce almeno semestralmente al Parlamento sullo stato di attuazione del PNRR. Il referto non si esaurisce nella verifica del conseguimento formale di milestone e target, ma integra l’analisi finanziaria dei flussi di tesoreria e di bilancio con la lettura degli indicatori di risultato, così da misurare l’avanzamento realizzativo delle iniziative. La revisione del Piano approvata dal Consiglio europeo l’8 dicembre 2023 e le ulteriori modifiche assentite dalla Commissione il 26 aprile 2024 costituiscono il quadro di riferimento aggiornato entro cui valutare il progresso attuativo. Il giudizio della Corte resta ancorato alla rendicontazione europea e alla sua attitudine a riflettere l’effettiva realizzazione degli interventi, segnalando i ritardi e le misure correttive prospettate dalle Amministrazioni.
Il Fatto
Le Sezioni riunite in sede di controllo approvano la Relazione semestrale sullo stato di attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, redatta ai sensi dell’art. 7, comma 7, del d.l. n. 77/2021, convertito dalla legge n. 108/2021. Il referto, articolato in due Sezioni, esamina la revisione del Piano, il progresso negli obiettivi semestrali, il circuito finanziario e l’analisi degli indicatori, per poi approfondire le misure a favore di giovani e donne e il confronto tra il capitolo REPowerEU e i piani di Francia, Spagna e Polonia.
La Corte trasmette la Relazione alle Presidenze del Senato e della Camera, alla Presidenza del Consiglio, ai Ministri e alla Corte dei conti europea, assolvendo all’obbligo informativo verso il Parlamento.
La Motivazione della Corte
Il punto di partenza è la revisione del PNRR divenuta effettiva con la decisione del Consiglio europeo dell’8 dicembre 2023. Le dimensioni finanziarie salgono da 191,5 a 194,4 miliardi, con un incremento delle sovvenzioni a poco meno di 72 miliardi e prestiti invariati a 122,6 miliardi. La Corte rileva una traslazione in avanti della spesa, particolarmente accentuata nel 2023, con recupero atteso nel biennio finale.
La ricomposizione delle misure modifica il peso delle tipologie di spesa: crescono gli incentivi alle unità produttive, trainati dai crediti d’imposta del piano Transizione 5.0, mentre si contrae la realizzazione dei lavori pubblici. La Corte avverte che l’accentuazione dei contributi alle imprese può imprimere velocità alla spesa, ma impone un attento monitoraggio territoriale per preservare la fruizione delle risorse nelle aree meridionali.
Sul piano degli obiettivi, il Piano aggiornato contempla 617 traguardi, con 196 obiettivi destinatari di rettifiche e 57 modifiche al profilo temporale. Quanto all’attuazione, i 52 obiettivi europei del secondo semestre 2023 risultano tutti conseguiti, portando il livello complessivo al 37 per cento; la Corte sottolinea tuttavia che il completamento della rendicontazione europea non equivale a conclusione attuativa delle misure, attestandosi la spesa dichiarata su tali iniziative a 710 milioni.
L’analisi dei flussi di tesoreria evidenzia trasferimenti a soggetti esterni per circa 13,4 miliardi a fine 2023, con prevalenza verso soggetti attuatori. Il confronto tra pagamenti e cronoprogramma mostra che in oltre il 40 per cento delle iniziative la spesa sostenuta supera i trasferimenti, segno del ricorso a risorse proprie da parte degli attuatori; in poco più della metà delle misure censite il tasso di attuazione resta però in fase iniziale.
La lettura degli indicatori target restituisce un avanzamento medio di circa il 37 per cento, con forte polarizzazione e risultati più intensi nei settori personale, ricerca e imprese, mentre infrastrutture e trasporti segnano i valori più contenuti. Infine, la Corte rileva che le misure per giovani e donne, pari a 41,3 miliardi, hanno raggiunto oltre il 90 per cento delle scadenze previste entro il quarto trimestre 2023, e che le 92 misure con tag climatico richiederanno una valutazione ex post dell’impatto sugli obiettivi di decarbonizzazione.
Nota della Redazione
Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.