Responsabilità contabile per distrazione di fondi scolastici con dolo (Corte dei Conti Sez. giur. Lazio n. 1 del 09.01.2025)
Principi di diritto (Massima)
Ai fini della responsabilità amministrativo-contabile devono ricorrere il danno patrimoniale, economicamente valutabile, attuale e concreto, il nesso di causalità tra condotta ed evento, l’elemento soggettivo del dolo o della colpa grave e il rapporto di servizio con l’ente danneggiato. Il direttore dei servizi generali e amministrativi di un istituto scolastico che si appropria, mediante distrazione su strumenti di pagamento personali, dei fondi economali di cui ha disponibilità per ragioni d’ufficio risponde a titolo di dolo, ai sensi dell’art. 1, comma 1, della legge 14 gennaio 1994, n. 20, come modificato dall’art. 3, comma 1, della legge 20 dicembre 1996, n. 639. Il danno risarcibile è quello residuo, al netto delle restituzioni già effettuate. Nel giudizio contabile non è opponibile alcuna compensazione tra il debito per danno erariale e gli eventuali importi retributivi vantati dal dipendente, non vertendosi in ipotesi di lucri cum damno.
Il Fatto
La Procura regionale della Corte dei conti per il Lazio ha convenuto in giudizio il direttore dei servizi generali e amministrativi di due istituti scolastici, responsabile contabile della gestione economico-finanziaria, chiedendone la condanna al pagamento, in favore del Ministero dell’Istruzione e del Merito, della somma di euro 72.361,06. Secondo la prospettazione attorea, la convenuta, con artifici contabili, aveva disposto mandati di pagamento destinati a fornitori ed enti, facendo invece bonificare le relative somme su conti personali.
Dopo una restituzione parziale di euro 35.026,60, la questione è giunta davanti alla Sezione per l’accertamento del danno residuo e della sua imputazione. In sede di discussione la Procura ha ridotto la pretesa, a seguito delle acquisizioni istruttorie, a euro 59.629,24.
La Motivazione della Corte
La Sezione ricostruisce anzitutto i presupposti della responsabilità amministrativa: danno patrimoniale attuale e concreto, nesso di causalità, elemento psicologico del dolo o della colpa grave e rapporto di servizio. Richiama sul punto l’orientamento che valorizza la natura oggettivamente pubblica delle risorse finanziarie, con riferimento a Corte dei conti – Sez. giur. Molise n. 234/2002 del 7 ottobre 2002 e a Cass. – SS.UU. civ., 1° marzo 2006, n. 4511.
Nel caso concreto la Corte rileva che la sussistenza di danno, condotta illecita, nesso di causalità e rapporto di servizio è sostanzialmente pacifica. Il dissenso tra le parti investe solo il quantum, limitatamente agli importi di euro 9.310,71 ed euro 12.071,45. La difesa ha comunque riconosciuto la disponibilità a restituire le somme di cui si è appropriata.
Il Collegio, disposta ordinanza istruttoria per acquisire la documentazione contabile dei due istituti, ridetermina il danno: euro 432,00 a carico del primo istituto, in luogo degli iniziali euro 9.310,61, ed euro 59.197,24 a carico del secondo, in luogo degli iniziali euro 63.050,45. La pretesa attorea si fissa così, definitivamente, in euro 59.629,24.
La Corte esclude poi che possa opporsi, in questa sede, alcuna compensazione tra le somme dovute a titolo di danno erariale e gli eventuali importi vantati dalla convenuta quale dipendente, non configurandosi un’ipotesi di lucri cum damno. Il rapporto di servizio sussiste nella forma del rapporto di impiego pubblico, essendo la convenuta personale di ruolo dell’amministrazione danneggiata.
Quanto all’elemento soggettivo, il Collegio ritiene che il comportamento sia stato connotato da dolo, essendosi la convenuta, con coscienza e volontà, indebitamente appropriata delle somme. Le difficoltà economiche familiari dedotte dalla difesa non costituiscono esimente. La domanda attrice è pertanto parzialmente accolta, con condanna al pagamento di euro 59.629,24, oltre rivalutazione monetaria dalla data delle illecite appropriazioni e interessi legali dalla pubblicazione della sentenza, nonché al pagamento delle spese di giustizia.
Nota della Redazione
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