Improcedibile il ricorso contro la demolizione se pende istanza di sanatoria (TAR Campania n. 1235 del 27.06.2025)

Principi di diritto (Massima)
La presentazione, nelle more del giudizio, dell’istanza di sanatoria dell’opera abusiva fa venir meno l’interesse attuale e concreto alla decisione del ricorso avverso l’ordinanza di demolizione, sospesa ex lege, potendo l’interessato avversare l’eventuale diniego, espresso o tacito, e restando la definizione positiva idonea a far cessare la materia del contendere. La censura con cui la parte affermi in sede giurisdizionale la legittimità delle opere che essa stessa ha autodenunciato come abusive in sede amministrativa configura un utilizzo non corretto dello strumento processuale, in contrasto con il principio nemo potest venire contra factum proprium. Il ricorso è pertanto improcedibile.

Il Fatto

Il ricorrente, proprietario di un complesso immobiliare su più livelli sito nel Comune di Positano, ha impugnato l’ordinanza n. 34, prot. n. 13428, del 16 settembre 2024, con la quale il Comune ha ingiunto la demolizione di numerose opere edili, oltre agli atti presupposti e alle relazioni tecniche richiamate.

Il provvedimento riguarda una sopraelevazione al piano sopra il primo con ballatoio e rampe di scale, la diversa distribuzione degli spazi interni su più livelli, alcune vasche utilizzate come piscine e una piscina pertinenziale interrata. Il ricorrente ha dedotto la natura manutentiva o pertinenziale degli interventi, l’insussistenza dell’obbligo di titolo edilizio e paesaggistico, la riconducibilità dell’ampliamento alle tolleranze costruttive e, in via ulteriore, la violazione dell’art. 7 della legge n. 241/1990 per omessa comunicazione di avvio del procedimento. Il Comune non si è costituito.

La Motivazione della Corte

Il Collegio rileva che nelle more del giudizio è stata presentata istanza di sanatoria: quella di accertamento di compatibilità paesaggistica, acquisita al protocollo comunale e depositata in giudizio prima dell’udienza. Da ciò il giudice amministrativo fa discendere una conseguenza processuale precisa.

La presentazione dell’istanza di sanatoria fa venir meno, in linea di principio, l’interesse alla decisione del ricorso avverso l’ordinanza di demolizione. L’efficacia del provvedimento è sospesa ex lege e l’interessato potrà avversare l’eventuale diniego, espresso o tacito, mentre la definizione positiva è suscettibile di far cessare l’intera materia del contendere. Il Collegio richiama sul punto la propria precedente pronuncia, TAR Campania, Salerno, Sez. II, n. 49 del 12 gennaio 2022.

Il Tribunale aggiunge un profilo ulteriore, di coerenza sostanziale. L’iniziativa spontanea assunta dalla parte privata sul piano sostanziale, volta a ottenere un provvedimento di sanatoria, collide con l’assunto attoreo fondato sulla legittimità delle opere eseguite. Ne deriva un dubbio di ammissibilità della relativa censura, perchè proposta in violazione del principio nemo potest venire contra factum proprium. Sono richiamate Cons. Stato, Sez. II, n. 5825 del 9 agosto 2021 e TAR Campania, Salerno, Sez. I, n. 2387 del 16 settembre 2022.

Lo svolgimento di una censura tesa ad affermare in sede giurisdizionale la legittimità di un comportamento autodenunciato come abusivo in sede amministrativa integra un utilizzo non corretto dello strumento processuale, venendo dedotti, in ragione dell’esito sfavorevole, fatti incompatibili con la condotta volontariamente assunta davanti all’amministrazione. Il Collegio richiama ancora Cons. Stato, Sez. VI, n. 4444 del 1° giugno 2022.

Il ricorso è dunque dichiarato improcedibile. La natura formale della decisione giustifica la compensazione delle spese di giudizio tra le parti.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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