Ridimensionamento del target PNRR e controllo della gestione (Corte dei Conti Sez. contr. gestione Stato n. 54 del 21.07.2025)
Principi di diritto (Massima)
Il controllo sulla gestione degli interventi finanziati dal PNRR, ai sensi dell’art. 7, comma 7, d.l. n. 77/2021, è volto a verificare la corrispondenza dei risultati dell’attività amministrativa agli obiettivi stabiliti e a valutare comparativamente costi, modi e tempi dell’azione amministrativa. La riduzione del target fisico e finanziario concordata in sede europea non esonera l’amministrazione dal perseguire, nella dimensione ridotta, l’obiettivo finale e dal garantire la copertura delle quote de-finanziate. Il ridimensionamento dell’intervento da lotto funzionale a mera parte d’opera impone di assicurare, nel successivo contratto di programma, l’adeguato spazio finanziario per il celere completamento dell’originario lotto funzionale.
Il Fatto
La Sezione centrale di controllo sulla gestione delle Amministrazioni dello Stato ha esaminato l’investimento M3-C1-I1.1.3, relativo ai collegamenti ferroviari ad alta velocità con il Mezzogiorno per passeggeri e merci sulla tratta Salerno-Reggio Calabria, con specifico riferimento al lotto 1a Battipaglia-Romagnano. L’intervento, finanziato dal PNRR, è affidato al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti quale amministrazione titolare, con RFI s.p.a. quale soggetto attuatore e gestore unico dell’infrastruttura ferroviaria nazionale.
Il rapporto riferisce sulla gestione del primo semestre 2025, utilizzando i dati forniti dalle amministrazioni, dal Commissario straordinario e quelli reperiti sul sistema informativo ReGiS. La questione sottoposta al Collegio concerne lo stato di attuazione dell’opera a fronte delle intervenute rimodulazioni del Piano.
La Motivazione della Corte
La Corte ricostruisce anzitutto il quadro degli obiettivi della misura. A seguito della prima rimodulazione del PNRR del dicembre 2023, la dimensione complessiva dell’intervento è stata ridotta e l’obiettivo finale è stato fissato nella realizzazione di 119 km di ferrovia ad alta velocità. Per il lotto in esame l’obiettivo restava fermo nella realizzazione di 33 km.
I ritardi nella progettazione esecutiva e nelle autorizzazioni, manifestatisi nel corso del 2024, hanno però ridotto i margini temporali. Nella proposta di rimodulazione inviata da RFI al MIT nel dicembre 2024, sostanzialmente accolta, è stato chiesto il passaggio del KPI fisico da lotti funzionali a parti d’opera, con riduzione da 33 km a 14,7 km e delle risorse PNRR da 1,8 miliardi a 720 milioni di euro. La proposta è stata recepita con la Decisione di esecuzione del Consiglio UE del 20 giugno 2025.
La Corte dà atto che l’amministrazione ha rappresentato come alla riduzione del finanziamento PNRR non corrisponda un aggravio per la finanza pubblica, essendo possibile garantire copertura alle quote de-finanziate tramite risorse nazionali, secondo una valutazione positiva della Commissione europea.
La Sezione sottolinea quindi il profilo critico della vicenda. Sono state segnalate complessità esecutive legate a eventi geologici imprevisti, a interferenze non censite e a un contenzioso avanti al giudice amministrativo, le cui istanze cautelari sono state respinte. Il cronoprogramma commissariale indicava ancora il completamento a giugno 2026.
Il Collegio approva il rapporto e, nelle conclusioni, osserva che nel 2025 non vi sono target intermedi da raggiungere, restando fermo quello finale di giugno 2026. L’obiettivo, nella dimensione ridotta, va comunque assicurato. La Corte avverte però che, a seguito del ridimensionamento, l’intervento non costituisce più un lotto funzionale, ma solo una parte d’opera: è essenziale che nel prossimo contratto di programma trovi adeguato spazio, anche finanziario, il celere completamento del lotto originariamente previsto.
Nota della Redazione
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