Rimedi risarcitori per detenzione inumana: reclamo generico e onere di contestazione (Cass. pen. Sez. I n. 7502 del 24.02.2025)

Principi di diritto (Massima)
In tema di rimedi risarcitori per la detenzione subita in condizioni contrastanti con l’art. 3 CEDU, il reclamo al tribunale di sorveglianza che si limiti a opporre affermazioni contrarie agli accertamenti del magistrato di sorveglianza, senza indicare in quali istituti e per quali periodi si siano verificate le condizioni lamentate e in che cosa consista la loro inadeguatezza, è generico. Tale genericità legittima il rigetto e non integra il vizio di motivazione del provvedimento che la rilevi. Il tribunale di sorveglianza può fondare la propria valutazione sulla puntualità degli accertamenti istruttori del magistrato, desunti dalle relazioni degli istituti penitenziari, quando il detenuto non ne abbia affermato la falsità né li abbia specificamente contestati.

Il Fatto

Il condannato aveva chiesto al magistrato di sorveglianza i rimedi risarcitori per i periodi di detenzione trascorsi in carceri diversi da quello di Turi, lamentando la mancanza di acqua calda, di un riscaldamento adeguato e di una valida offerta ricreativa. Il magistrato aveva parzialmente respinto la richiesta; il reclamo proposto avverso tale provvedimento è stato respinto dal Tribunale di sorveglianza di Lecce con ordinanza del 17 settembre 2024, sul rilievo della genericità delle deduzioni, smentite dagli accertamenti svolti.

Avverso l’ordinanza del tribunale il condannato ha proposto ricorso per cassazione, deducendo la mancanza, contraddittorietà o manifesta illogicità della motivazione: il provvedimento si sarebbe limitato a respingere il reclamo senza confrontarsi con esso e senza chiarire perché gli accertamenti del magistrato fossero corretti e sufficienti. Il Procuratore generale ha chiesto dichiararsi l’inammissibilità del ricorso.

La Motivazione della Corte

La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, ritenendolo infondato. Il Tribunale di sorveglianza aveva sostenuto la genericità del reclamo, perché questo si limitava a opporre agli accertamenti del magistrato solo affermazioni contrarie, prive di indicazioni atte a comprovarne la fondatezza. Tale valutazione è stata giudicata logica e sufficiente, pur nella sua brevità.

L’ordinanza del magistrato di sorveglianza è definita molto puntuale e dettagliata: per ogni carcere riporta il periodo di detenzione trascorso dal condannato, le condizioni specifiche subite quanto a dimensioni delle celle, fornitura di acqua calda e riscaldamento, ore da trascorrere fuori dalla cella, e la presenza o meno di offerte formative e ricreative. Tali descrizioni sono tratte dalle relazioni inviate da ciascun istituto ed esaminate anche alla luce delle affermazioni del condannato.

Di fronte a questa analisi, il detenuto si era limitato a lamentare di avere sopportato anche negli istituti di Bari, Taranto e Trani la mancanza di acqua calda, di un adeguato riscaldamento e di una valida offerta ricreativa. La Corte ha sottolineato che egli non ha affermato la falsità delle relazioni, non ha precisato in quale istituto non avrebbe goduto dei servizi, né in che cosa sarebbe consistita la non validità dell’offerta ricreativa. La valutazione di genericità del reclamo risulta così fondata sul suo effettivo contenuto.

La Corte ha rilevato che analoga genericità caratterizza il ricorso: il ricorrente denuncia l’assenza delle ragioni del rigetto, ma ribadisce che le doglianze consistevano nell’affermazione di avere subito quelle condizioni, senza mai indicare specificamente carceri e periodi, né chiarire cosa rendesse inadeguato il riscaldamento o scadente l’offerta ricreativa. Solo una precisa replica alle dettagliate relazioni avrebbe consentito una verifica delle informazioni o un approfondimento di indagine; le relazioni, in difetto di contestazione, risultano altrimenti esaurienti. La dedotta carenza motivazionale del provvedimento impugnato è dunque infondata, avendo il tribunale esaminato le doglianze e valutato che la loro genericità non permetteva di contrastare l’ordinanza del magistrato, fondata su precisi accertamenti istruttori in ordine all’adeguatezza delle condizioni di detenzione e al dato temporale.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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