Rimodulazione PNRR per l’alta velocità Salerno-Reggio Calabria (Corte dei Conti Sez. contr. gestione Stato n. 13 del 02.03.2026)
Principi di diritto (Massima)
La Corte dei conti, in sede di controllo sulla gestione, verifica la corrispondenza dei risultati dell’attività amministrativa agli obiettivi stabiliti dalla legge, valutando comparativamente costi, modi e tempi dell’azione amministrativa. Nell’ambito della vigilanza sull’attuazione del PNRR, la rimodulazione di un target fisico, da “lotto funzionale” a “parti d’opera”, è legittima se approvata dal Consiglio Ecofin e recepita nel Piano. Il conseguimento del target complessivo, fissato in 114 chilometri di ferrovia ad alta velocità da realizzare sulle linee Napoli-Bari, Salerno-Reggio Calabria e Palermo-Catania entro il 30 giugno 2026, può essere assicurato anche superando i chilometri indicativamente previsti per una specifica tratta, purché il totale sia raggiunto. Le amministrazioni interessate devono comunicare alla Corte e al Parlamento le misure conseguenziali adottate entro quattro mesi dalla ricezione del rapporto.
Il Fatto
La Sezione centrale di controllo sulla gestione delle Amministrazioni dello Stato ha svolto un’attività istruttoria sull’intervento PNRR “M3C1I1.1.3 – Collegamenti ferroviari ad alta velocità verso il Sud per passeggeri e merci, Salerno-Reggio Calabria, Lotto 1a Battipaglia-Romagnano”, relativamente al secondo semestre 2025. L’intervento, finanziato tramite prestiti, è inserito nella Missione 3 “Infrastrutture per una mobilità sostenibile” e mira a potenziare i collegamenti ferroviari ad alta velocità tra il Nord e il Sud del Paese.
A seguito della rimodulazione del Piano approvata con decisione del Consiglio Ecofin del 20 giugno 2025, le risorse PNRR assegnate all’intervento sono state ridotte a circa 720 milioni di euro e il target chilometrico per la tratta è stato fissato in 14,7 chilometri, da realizzare entro il 30 giugno 2026. Con la successiva revisione del 27 novembre 2025, il target finale è stato definitivamente confermato in 114 chilometri complessivi per l’investimento, con l’obiettivo del “rilascio di certificati di completamento dei lavori”.
La Motivazione della Corte
La Corte osserva che l’intervento ha subito una significativa rimodulazione, sia in termini di risorse finanziarie (da 1.800 milioni a circa 720 milioni di euro) sia in termini di chilometri da realizzare con fondi PNRR (da 33 km a 14,7 km). Questa modifica è stata resa possibile dal passaggio del KPI (Key Performance Indicators) fisico da “lotto funzionale” a “parti d’opera”, una metodologia di analisi basata sulla Work Breakdown Structure (WBS), proposta dal Governo italiano e condivisa dalla Commissione europea e dal Consiglio Ecofin. La Corte sottolinea che questa rimodulazione non comporta un aggravio per la finanza pubblica, in quanto la copertura finanziaria per il completamento dell’opera sarà garantita da risorse nazionali, come previsto nell’Aggiornamento 2025 del Contratto di Programma tra il Mit e RFI.
In merito allo stato di attuazione, la Corte evidenzia che al 31 ottobre 2025 i pagamenti effettuati su fondi PNRR ammontano a 254,8 milioni di euro. Al 31 dicembre 2025, i lavori presentano avanzamenti significativi per le gallerie naturali (GN04: 691 m, GN08A: 269 m), mentre proseguono le attività per viadotti e gallerie artificiali. Tuttavia, la Corte segnala una serie di criticità e interferenze, tra cui la complessità realizzativa, la difficoltà di utilizzo dei siti di destinazione finale per le terre e rocce da scavo e il contenzioso amministrativo promosso da alcuni Comuni, rigettato dal TAR.
La Corte, infine, prende atto della comunicazione di RFI secondo cui, dei 114 chilometri complessivi da realizzare, risultano completati e attestati 41 km. RFI ha evidenziato che il target sarà comunque conseguito se i chilometri mancanti per la tratta Battipaglia-Romagnano fossero compensati da un superamento dei chilometri in altri interventi della stessa misura. La Corte ritiene questa osservazione coerente con la descrizione del target. Pur ritenendo realizzabile l’obiettivo entro il termine del 30 giugno 2026, la Corte dei conti raccomanda un monitoraggio continuo delle attività da parte dell’Amministrazione titolare e del Soggetto attuatore, nonché l’adeguamento alle nuove disposizioni sul sistema informativo ReGiS introdotte dal d.l. n. 19/2026. La Sezione approva il rapporto e ne dispone l’invio al Parlamento e alle amministrazioni coinvolte, ai sensi dell’art. 3, c. 6, l. n. 20/1994.
Nota della Redazione
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