Monitoraggio dinamico ponti e viadotti: stato dell’arte PNC, criticità e rimodulazione temporale (Corte dei Conti Sez. contr. gestione Stato n. 20 del 02.03.2026)

Principi di diritto (Massima)
La Corte dei conti, in sede di controllo sulla gestione ex art. 3, c. 4, l. n. 20/1994, verifica la corrispondenza dei risultati dell’attività amministrativa agli obiettivi legali, valutando costi, modi e tempi dell’azione amministrativa, anche con riferimento all’impiego delle risorse del Piano nazionale per gli investimenti complementari. Nell’esercizio di tale controllo, l’assenza di una banca dati dedicata al PNC costituisce criticità che preclude un quadro immediato dello stato di attuazione e del rispetto dei cronoprogrammi, gravando sull’amministrazione titolare e sui soggetti attuatori. La rimodulazione finanziaria e temporale di un programma, quando disposta dal legislatore, è legittima e va considerata nel giudizio di regolarità della gestione. Le amministrazioni interessate sono tenute a comunicare le misure consequenziali adottate entro quattro mesi, ai sensi dell’art. 3, c. 6, l. n. 20/1994.

Il Fatto

La Sezione centrale di controllo sulla gestione delle Amministrazioni dello Stato ha condotto un’indagine sul programma “Strade Sicure – Implementazione di un sistema di monitoraggio dinamico per il controllo da remoto di ponti, viadotti e tunnel”, finanziato dal Piano nazionale per gli investimenti complementari (PNC). L’intervento, finalizzato a implementare un sistema integrato di censimento, classificazione e gestione dei rischi su 12.000 opere della rete SNIT, con monitoraggio dinamico di 6.500 opere, ha subito una rimodulazione delle scadenze, con ultimazione differita dal 31 marzo 2026 al 31 dicembre 2028, e una contrazione delle risorse da 450 a 400 milioni di euro a seguito di definanziamenti operati con la legge di bilancio per il 2025.

L’indagine ha coinvolto numerosi soggetti attuatori, tra cui Anas S.p.A. e molteplici società concessionarie autostradali, ed è stata condotta su dati aggiornati al 31 dicembre 2025.

La Motivazione della Corte

La Corte ha svolto una verifica sullo stato di avanzamento materiale e contabile dell’intervento, evidenziando come la corretta alimentazione dei sistemi informativi, in particolare BDAP-MOP, costituisca un presupposto essenziale per l’erogazione delle risorse. In mancanza di dati aggiornati in BDAP, l’amministrazione ha richiesto direttamente ai soggetti attuatori informazioni sullo stato di avanzamento, condizionando i pagamenti all’esito positivo dei controlli sull’assunzione di obbligazioni giuridicamente vincolanti.

Un profilo di particolare rilievo attiene all’assenza di una banca dati specifica per il PNC, che impedisce una visione immediata dell’attuazione anche alla stessa amministrazione titolare, costretta a ricavare lo stato di avanzamento dai SAL inseriti dai soggetti attuatori. Tale circostanza è stata valutata come criticità strutturale del sistema di monitoraggio. La Corte ha, inoltre, rilevato le difficoltà rappresentate dai soggetti attuatori nel reperimento della componentistica, causa di forza maggiore che ha reso necessario il differimento delle scadenze intermedie.

La rimodulazione del cronoprogramma è stata ricondotta alla normativa sopravvenuta, in particolare all’art. 7 del d.l. n. 13/2023 e al d.l. n. 19/2024, che hanno previsto l’aggiornamento dei cronoprogrammi e la rimodulazione delle risorse, con la previsione di nuovi stanziamenti per gli anni 2027 e 2028. La legge di bilancio per il 2025 ha definanziato 50 milioni per ciascuno degli anni 2024 e 2025, portando la dotazione complessiva a 400 milioni di euro.

Dai dati raccolti emerge che alcuni lavori hanno raggiunto la soglia di ultimazione al 100%, mentre per altri l’avanzamento procede secondo le percentuali rendicontate dall’amministrazione. La Corte ha, infine, sottolineato la necessità che l’amministrazione garantisca un costante aggiornamento dei dati di monitoraggio, anche mediante l’attivazione di CUP di secondo livello per i contratti applicativi.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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