Rinnovo tacito di locazione pubblica e obbligo di motivazione sulla convenienza economica (Corte dei Conti Sez. contr. Campania n. 29 del 23.01.2025)

Principi di diritto (Massima)
Il rinnovo tacito di un contratto di locazione stipulato dalla Pubblica amministrazione, benché ammesso dal meccanismo dell’art. 28 della legge n. 392/1978, deve essere sorretto da una motivazione che attesti la convenienza economica dell’operazione e la sua funzionalizzazione all’interesse pubblico. La circostanza che la locazione di immobili rientri tra i contratti esclusi dall’ambito oggettivo del D.Lgs. n. 36/2023 non libera l’amministrazione dagli obblighi di buon andamento, efficienza ed economicità di cui all’art. 97 Cost., né la sottrae al sindacato di legittimità della Corte dei conti, che può apprezzare la sufficienza della motivazione integrativa resa in sede di controllo.

Il Fatto

La Sezione regionale di controllo per la Campania è stata investita del decreto con cui il Comandante di un Reparto tecnico logistico amministrativo della Guardia di Finanza ha approvato il rinnovo tacito di un contratto di locazione immobiliare, stipulato nel 2012 con una società proprietaria, per un immobile da adibire a caserma, con decorrenza dal 1° luglio 2024 al 30 giugno 2030 e per un importo complessivo di oltre un milione e quattrocentomila euro.

Secondo lo schema contrattuale, il vincolo si era rinnovato automaticamente per un ulteriore sessennio, non essendo stata formalizzata la disdetta nei termini. Il magistrato istruttore ha formulato più rilievi, chiedendo chiarimenti sull’istruttoria, sulla motivazione, sui requisiti del contraente, sulla copertura finanziaria e sulla tempestività della trasmissione dell’atto al controllo preventivo.

La Motivazione della Corte

La Sezione muove dal principio consolidato secondo cui, per i contratti di locazione della P.A., deve essere coniugata la rinnovazione tacita con i principi costituzionali che governano l’attività amministrativa, anzitutto il buon andamento e il suo precipitato operativo, ossia il principio del risultato. La generale capacità di agire di cui all’art. 11 cod. civ. implica la doverosa funzionalizzazione anche dell’attività privatistica ai canoni di razionalità, convenienza e correttezza gestionale.

La Corte rileva che il decreto originario non illustrava puntualmente la convenienza economica del rinnovo, limitandosi a verificare l’indisponibilità di immobili demaniali. Tuttavia, l’amministrazione ha integrato la motivazione con la nota trasmessa in risposta al rilievo, evidenziando l’assenza di immobili demaniali conferibili, il mantenimento del canone ai valori del 2012, l’evitazione dei costi di trasloco e di adeguamento di una nuova sede, e la continuità funzionale del reparto.

Sviluppando il percorso, la Sezione osserva che i contratti di locazione immobiliare rientrano tra le esclusioni specifiche previste dall’art. 56, comma 1, lett. e), D.Lgs. n. 36/2023; ciò non di meno, l’art. 13, comma 5, del medesimo codice impone il rispetto dei principi di matrice interna ed euro-unitaria. Il richiamo all’orientamento del Consiglio di Stato e alle pronunce costituzionali sulla nozione di amministrazione di risultato conduce a ritenere che il principio del risultato travalichi il campo del codice appalti.

Quanto ai requisiti morali del contraente, la Corte ritiene che la verifica preventiva, pur non imposta dal dato normativo per i contratti esclusi, costituisca la soluzione più idonea a preservare il rapporto fiduciario. L’acquisizione del DURC, della regolarità fiscale e dei certificati del casellario, tutti negativi, ha superato il rilievo. Analogamente superati sono i rilievi sulla copertura finanziaria, sul riparto del canone e sull’assegnazione delle risorse.

Sulla tempestività, la Sezione ricorda che il controllo preventivo impone la trasmissione dell’atto con congruo anticipo, indicativamente di trenta giorni, prima della decorrenza degli effetti; tuttavia, poiché il contratto si dispiegherà fino al 2030, il controllo resta esercitabile. L’integrale superamento dei rilievi conduce all’ammissione al visto e alla conseguente registrazione del decreto, con le osservazioni formulate in motivazione e con l’impegno dell’amministrazione a garantire per il futuro trasmissioni tempestive.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

Condividi:

Articoli simili

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *