Risarcimento danni da diniego licenza annullato prova spettanza bene (TAR Calabria n. 1187 del 22.06.2026)
Principi di diritto (Massima)
L’annullamento giurisdizionale di un provvedimento amministrativo di diniego non determina automaticamente il diritto al risarcimento del danno. Nei confronti di un interesse legittimo pretensivo, il giudizio prognostico sulla spettanza del bene della vita costituisce condizione necessaria della tutela risarcitoria: occorre la dimostrazione, in termini di certezza o di probabilità vicina alla certezza, che il provvedimento sarebbe stato rilasciato in assenza dell’agire illegittimo. Quando l’annullamento non attribuisca il bene richiesto, ma rimetta la questione alla nuova valutazione dell’amministrazione, il difetto di prova sulla spettanza del bene integra carenza ab imis di un presupposto della domanda. La responsabilità aquiliana della pubblica amministrazione resta subordinata alla verifica di tutti gli elementi dell’art. 2043 cod. civ.: condotta, colpa, nesso di causalità ed evento dannoso.
Il Fatto
Il ricorrente, guardia particolare giurata, era stato indicato da un istituto di vigilanza per l’assunzione a tempo pieno e determinato, subordinata al rilascio della licenza di nomina e del porto di pistola a tassa ridotta. La prefettura respinse l’istanza nel 2019 e il rapporto non fu instaurato.
Con sentenza del 20.07.2023 il TAR Calabria annullò il diniego per difetto d’istruttoria e di motivazione, con vincolo conformativo per la riedizione del potere. Il ricorrente ha quindi chiesto, ex art. 30 cod. proc. amm., il risarcimento delle retribuzioni che avrebbe percepito dall’agosto 2019 fino alla pubblicazione della sentenza di annullamento, pari a € 66.358,09, deducendo la perdita di chance. L’amministrazione ha contestato la sussistenza dei presupposti della pretesa.
La Motivazione della Corte
Il Tribunale ricorda che il risarcimento non è conseguenza automatica dell’annullamento giurisdizionale. Per l’interesse legittimo pretensivo occorre il giudizio prognostico sulla spettanza del bene della vita, da condurre con accertamento di certezza o di probabilità prossima alla certezza, secondo l’insegnamento di Cons. Stato, Sez. III n. 4536 del 3.6.2022 e di Cass. Sez. Un. n. 500 del 1999.
La lesione dell’interesse legittimo è condizione necessaria ma non sufficiente: occorre che risulti leso l’interesse al bene correlato e che tale interesse sia meritevole di tutela, oltre all’integrazione degli altri requisiti dell’art. 2043 cod. civ.. Un danno può dirsi ingiusto solo se e in quanto spettava il bene della vita, cioè il provvedimento favorevole.
Nel caso concreto il giudizio prognostico non ha esito favorevole. L’annullamento del diniego non attribuisce la licenza, residuando in capo all’amministrazione l’obbligo di una nuova valutazione sui requisiti di affidabilità e diligenza, nel rispetto dei vincoli conformativi del giudicato. Dagli atti non risulta che tale provvedimento sia stato adottato.
Manca dunque la prova sulla spettanza del bene oggetto di diniego, con conseguente carenza ab imis di un presupposto della domanda, come già affermato da TAR Calabria, Sez. I n. 337 del 7.03.2023. La domanda è respinta, restando assorbita ogni valutazione sulla perdita di chance: ipotizzare esiti favorevoli del procedimento significherebbe esercitare, sia pure in via virtuale, un potere riservato all’amministrazione e non al giudice. Le spese sono compensate.
Nota della Redazione
Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.