Risarcimento per ritardata assunzione e retrodatazione giuridica della nomina (TAR Campania n. 1044 del 05.06.2025)

Principi di diritto (Massima)
In materia di impiego pubblico contrattualizzato, il candidato illegittimamente escluso da una procedura concorsuale e tardivamente assunto ha diritto al risarcimento del danno da ritardata assunzione a titolo di responsabilità extracontrattuale, non al pagamento delle retribuzioni del periodo di mancato impiego. La colpa dell’amministrazione sussiste quando la regola di azione violata è chiara e univoca e l’errore non è scusabile. Il danno va quantificato assumendo il trattamento economico netto non goduto, applicando un abbattimento equitativo e deducendo l’aliunde perceptum. Spetta inoltre la retrodatazione giuridica della nomina alla data in cui l’assunzione sarebbe dovuta avvenire, con effetti sull’anzianità e sugli avanzamenti di carriera.

Il Fatto

La ricorrente partecipava a una selezione indetta da un’autorità portuale per l’assunzione a tempo indeterminato, collocandosi al quarto posto in graduatoria. Dopo l’esclusione dei primi tre classificati, l’amministrazione la escludeva per asserita mancanza del requisito di esperienza richiesto dal bando per il profilo SA4.

Il ricorso proposto dinanzi al TAR veniva respinto. In sede di appello, il Consiglio di Stato accoglieva l’impugnazione, ritenendo il requisito soddisfatto, e l’amministrazione stipulava poi il contratto con decorrenza fissata in una data successiva. La ricorrente agiva quindi per il risarcimento dei danni da ritardata assunzione e per l’accertamento del diritto all’inquadramento giuridico con decorrenza dalla dovuta assunzione.

La Motivazione della Corte

Il Collegio affronta anzitutto le eccezioni di tardività dei depositi. Richiamando la giurisprudenza amministrativa sul processo amministrativo telematico, rileva che il termine ultimo delle ore 12:00 permane per gli atti depositati in funzione di un’udienza già fissata. Il deposito documentale dell’amministrazione, eseguito alle ore 18:14, è quindi tardivo; la memoria, depositata alle ore 23:25 di un sabato, è invece tempestiva, non applicandosi ai termini a ritroso il meccanismo di anticipazione.

Nel merito, il TAR ricostruisce la disciplina della tardiva assunzione per illegittimità amministrativa. In caso di nomina tardiva conseguente a sentenza che incide sulla graduatoria, non è leso il diritto soggettivo all’inquadramento, ma l’interesse legittimo al corretto svolgimento della procedura. Il riconoscimento del mancato guadagno spetta solo se l’interessato è rimasto privo di occupazione o è stato occupato a condizioni deteriori, valorizzando l’aliunde perceptum.

Sussiste la condotta illecita e il nesso causale: senza l’illegittima esclusione la ricorrente sarebbe risultata vincitrice e assunta. Quanto all’elemento soggettivo, la regola del bando era chiara e univoca, e l’amministrazione non ha dimostrato la scusabilità dell’errore. Il danno ingiusto sussiste, poiché l’altra attività lavorativa rileva solo in sede di quantificazione.

Per la liquidazione il Collegio applica l’art. 34, comma 4, c.p.a., ordinando all’amministrazione di proporre un congruo risarcimento entro 90 giorni. Fissa i criteri: base di calcolo nel trattamento economico netto non goduto, incluso il TFR; abbattimento equitativo del 50%; deduzione dell’aliunde perceptum; esclusione del danno da mancata contribuzione; interessi e rivalutazione secondo il combinato disposto della l. n. 724/1994 e della l. n. 412/1991. Nessun danno non patrimoniale è riconoscibile, per difetto di allegazione e di nesso causale.

Infine, il TAR accoglie la domanda di retrodatazione giuridica dell’assunzione, fissandone la decorrenza alla data di pubblicazione della delibera di esclusione, con condanna dell’amministrazione a provvedere in tal senso.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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