Il controllo della Corte dei conti sull’attuazione del PNRR del Comune di Milano (Corte dei Conti Sez. contr. Lombardia n. 150 del 23.04.2026)

Principi di diritto (Massima)
La Corte dei conti, in sede di controllo sulla gestione ai sensi dell’art. 7, comma 7, d.l. n. 77/2021, verifica l’impiego delle risorse pubbliche afferenti al PNRR e al PNC da parte del soggetto attuatore, accertando la conformità tra stato fisico degli interventi, avanzamento procedurale, rendicontazione finanziaria e trasferimenti ricevuti. La rimodulazione del PNRR, con definanziamento totale o parziale dei progetti, impone all’ente locale l’aggiornamento dei propri sistemi informativi e degli obblighi di trasparenza di cui al d.lgs. n. 33/2013. La mancata o non corretta alimentazione della piattaforma ReGiS, la discrasia tra dati dichiarati e stanziamenti effettivamente riconosciuti dai decreti di rimodulazione e lo scostamento tra risorse erogate e spesa rendicontata possono compromettere l’integrale ammissibilità della spesa finanziata e il conseguimento dei target, configurando profili di criticità gestionale oggetto di segnalazione.

Il Fatto

La Sezione regionale di controllo per la Lombardia ha esercitato il controllo sulla gestione del Comune di Milano, soggetto attuatore di progetti finanziati con le risorse del PNRR e del PNC, in continuità con le precedenti deliberazioni ricognitive e nell’ambito della programmazione annuale delle attività. L’attività istruttoria, condotta sulla base dei dati della piattaforma ReGiS, aggiornata al 4 febbraio 2026, e del riscontro fornito dall’ente, ha riguardato lo stato di attuazione complessivo degli interventi e la corretta gestione delle risorse.

Nell’attuale monitoraggio, il Comune di Milano risulta soggetto attuatore di 99 CUP — di cui 97 finanziati con fondi PNRR e 2 con fondi PNC — rispetto agli 82 rilevati nella precedente ricognizione, con un incremento di 17 progetti. L’analisi ha riguardato, in particolare, l’avanzamento procedurale, gli effetti delle rimodulazioni del PNRR e la corrispondenza tra rendicontazioni presentate e trasferimenti ricevuti dai ministeri competenti.

La Motivazione della Corte

La Sezione ha rilevato un complessivo avanzamento nell’attuazione degli interventi, con il numero dei progetti conclusi passato da 10 a 34, pari al 34,3% del totale dei CUP. Il dato più favorevole riguarda la Missione 1 (Digitalizzazione della PA), con l’85,7% di progetti conclusi, e la Missione 2 (Mobilità sostenibile), con il 60%. Appaiono invece critiche le Missioni 4 e 5, che registrano rispettivamente solo il 16,6% e l’11,5% di interventi completati, pur concentrando la parte più rilevante degli investimenti.

Un ulteriore profilo di criticità riguarda la riduzione delle risorse PNRR: nonostante l’aumento del numero di CUP, l’ente registra una contrazione complessiva di circa 29 milioni di euro, con definanziamenti nelle Missioni 2 e 5, in conseguenza delle rimodulazioni intervenute tra il 2024 e il 2025. Per alcuni interventi, totalmente o parzialmente definanziati, la Sezione ha accertato che la perdita di risorse è stata compensata da fonti alternative — statali, comunali e del Fondo opere indifferibili —, ma ha evidenziato che l’ente continua a indicare, nei propri riscontri e sul sito istituzionale, gli importi originari e non quelli rideterminati dai decreti ministeriali, con ciò determinando una non piena aderenza agli obblighi di trasparenza.

Per quanto riguarda la gestione finanziaria, lo scostamento tra i trasferimenti complessivamente ricevuti (circa 204,2 milioni di euro) e la spesa rendicontata (circa 100 milioni di euro) è verosimilmente riconducibile all’erogazione di anticipazioni. Tale divario, se non tempestivamente recuperato, può esporre l’ente a rischi sul rispetto delle condizioni e delle tempistiche PNRR. La Sezione richiama, inoltre, la necessità di garantire il puntuale aggiornamento della piattaforma ReGiS, essenziale per la tracciabilità della spesa, e segnala la presenza di quattro progetti della Missione 4 in ritardo, con scadenze posticipate oltre il termine finale del 30 giugno 2026.

Infine, con riguardo alla realizzazione della BEIC, pur prendendo atto della conclusione dell’opera entro dicembre 2026, la Sezione ha rimarcato le criticità sulla sostenibilità futura dell’intervento, in assenza di risorse dedicate a copertura dei costi di gestione, funzionamento e manutenzione, dato il carattere esclusivamente vincolato dei finanziamenti PNC alla realizzazione materiale.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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