Come si calcola l’assegno di mantenimento dei figli (e cosa lo fa salire)

Non esiste una formula unica né una “tabella ufficiale” che stabilisce quanto spetta di mantenimento per un figlio. Chiunque prometta una cifra secca senza guardare il tuo caso ti sta dando un numero inventato.

L’assegno si calcola incrociando cinque criteri di legge (art. 337-ter c.c.). Qui vediamo quali sono, cosa lo fa salire e cosa lo fa scendere — e come ottenere una stima realistica.

Prima regola: il mantenimento è proporzionale, non forfettario

La legge non fissa un importo. Fissa un principio: ciascun genitore contribuisce al mantenimento dei figli in misura proporzionale al proprio reddito (art. 337-ter c.c.). La forma ordinaria è il mantenimento diretto — ogni genitore paga le spese del figlio nei tempi in cui lo tiene con sé. Quando il mantenimento diretto non basta a garantire la proporzionalità, il giudice fissa un assegno periodico a carico del genitore con reddito più alto.

I cinque criteri che determinano l’importo

Il giudice non decide “a sensazione”: è vincolato a cinque parametri, da considerare insieme.

  • Le attuali esigenze del figlio. Il fabbisogno reale e attuale: cresce con l’età, la scuola, le attività, le cure.
  • Il tenore di vita goduto durante la convivenza. Il livello di vita familiare prima della separazione è il punto di riferimento.
  • I tempi di permanenza presso ciascun genitore. Più i tempi sono equilibrati, minore tende a essere l’assegno perequativo.
  • Le risorse economiche di entrambi i genitori. Si valutano i redditi e il patrimonio di tutti e due, non solo di chi paga.
  • La valenza economica dei compiti di cura. Il lavoro domestico e di cura del genitore collocatario ha un valore economico che entra nel calcolo.

Cosa fa salire l’assegno

  • Un forte squilibrio di reddito tra i genitori.
  • Esigenze del figlio elevate (scuole private, cure, attività, disabilità).
  • Tempi di permanenza molto sbilanciati verso un solo genitore.
  • Un tenore di vita familiare alto in costanza di convivenza.

Cosa fa scendere l’assegno

  • Redditi dei genitori vicini tra loro.
  • Tempi di permanenza equilibrati (ma attenzione: tempi paritari non azzerano l’assegno se i redditi restano diversi).
  • Fatti sopravvenuti che riducono le esigenze del figlio o le capacità dell’obbligato — da far valere però con la revisione, non da soli.

Vuoi una stima subito, sul tuo caso? Usa il nostro calcolatore dell’assegno di mantenimento per i figli: ti dà l’ordine di grandezza. La cifra definitiva la stabilisce sempre il giudice, sui cinque criteri di legge.

Le “tabelle” valgono qualcosa?

Esistono tabelle e linee guida elaborate da alcuni tribunali per orientare la quantificazione. Sono uno strumento di supporto, non un vincolo: nessuna tabella può sostituire la valutazione concreta dei cinque criteri. Diffida di chi le presenta come “la legge”: servono a farsi un’idea, non a stabilire l’importo dovuto.

E le spese straordinarie?

L’assegno copre il mantenimento ordinario. Le spese straordinarie — mediche non di routine, scolastiche rilevanti, attività — di regola si dividono a parte tra i genitori, spesso al 50%, secondo quanto stabilito nel provvedimento. È bene che il provvedimento le definisca con precisione per evitare contenziosi futuri.

Vuoi sapere quanto spetta davvero nel tuo caso?

Parla con i nostri specialisti in diritto di famiglia: analizziamo redditi, tempi ed esigenze reali e ti diciamo una cifra fondata, non un numero a caso.

Richiedi una consulenza

Domande frequenti

Come si calcola l’assegno di mantenimento per i figli?
Incrociando i cinque criteri dell’art. 337-ter c.c.: esigenze del figlio, tenore di vita goduto, tempi di permanenza, risorse di entrambi i genitori e valenza economica dei compiti di cura. Non esiste una formula fissa.

Esiste una tabella ufficiale del mantenimento?
No. Alcuni tribunali usano tabelle orientative, ma non sono vincolanti: la cifra si determina caso per caso.

Con i tempi paritari l’assegno è zero?
Non necessariamente. Se i redditi dei genitori sono diversi, l’assegno perequativo può essere dovuto anche a parità di tempi.

Le spese straordinarie sono comprese nell’assegno?
No, di norma si dividono a parte tra i genitori secondo quanto stabilito nel provvedimento.

Approfondisci: Art. 337-ter c.c. – Affidamento e mantenimento dei figli · Quando il mantenimento non è dovuto.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

Condividi:

Articoli simili

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *