Carenza sopravvenuta di interesse e improcedibilità del ricorso avverso il giudizio di compatibilità ambientale (TAR Puglia n. 711 del 08.06.2026)
Principi di diritto (Massima)
La sopravvenuta carenza di interesse alla definizione del giudizio, maturata nelle more del procedimento, determina la declaratoria di improcedibilità del ricorso ai sensi dell’art. 35, comma 1, lett. c), cod. proc. amm. La circostanza che la parte abbia definito transattivamente le interferenze progettuali con la controinteressata e che ciò abbia condotto al rilascio dell’autorizzazione unica per la costruzione e l’esercizio dell’impianto, con conseguente risoluzione delle sovrapposizioni dedotte in giudizio, integra il venire meno dell’interesse alla coltivazione del gravame. In tale evenienza, le spese di lite possono essere integralmente compensate in ragione dell’esito in rito del giudizio.
Il Fatto
La società ricorrente ha impugnato la deliberazione del Consiglio dei Ministri del 16 settembre 2022, recante il positivo giudizio di compatibilità ambientale per la realizzazione di un parco eolico composto da ventiquattro aerogeneratori, localizzato nei Comuni di Manfredonia e Foggia, nonché gli atti presupposti, tra cui il parere positivo della Commissione VIA e VAS e i pareri negativi del Ministero della Cultura e della Regione Puglia. La ricorrente lamentava le interferenze e sovrapposizioni progettuali tra il proprio impianto eolico e quello autorizzato in favore della società controinteressata.
Nelle more della fissazione dell’udienza di merito, le parti avviavano interlocuzioni volte a definire reciproche modifiche progettuali, finalizzate a risolvere le interferenze dedotte in giudizio. La Regione Puglia rilasciava quindi l’autorizzazione unica per la costruzione e l’esercizio dell’impianto della società controinteressata, nella versione modificata a seguito dell’accordo transattivo in via di perfezionamento tra le parti.
La Motivazione della Corte
Il Collegio ha rilevato che, con memoria depositata in data 18 maggio 2026, la società ricorrente ha dichiarato la sopravvenuta carenza di interesse alla definizione del giudizio nel merito. La dichiarazione si fonda sulla circostanza che il rilascio dell’autorizzazione unica, intervenuto medio tempore, ha risolto le interferenze progettuali tra gli impianti eolici, essendo stato il progetto della controinteressata modificato proprio al fine di garantire la pacifica realizzazione delle rispettive iniziative.
Il Tribunale ha quindi applicato l’art. 35, comma 1, lett. c), cod. proc. amm., che impone la declaratoria di improcedibilità del ricorso quando, nel corso del giudizio, sopravviene il difetto di interesse delle parti alla decisione. La sopravvenienza deve ritenersi integrata non solo dalla definitiva cessazione della materia del contendere, ma anche dalla mera sopravvenuta carenza di interesse, come nella specie verificatasi a seguito della composizione transattiva delle contrapposte posizioni e del rilascio del titolo autorizzatorio modificato.
Quanto alle spese di lite, il Collegio ne ha disposto la compensazione integrale, valorizzando l’esito in rito del giudizio e la natura della pronuncia, che non definisce il merito delle contrapposte pretese ma si limita a prendere atto della sopravvenuta cessazione della ragione di contendere.
Nota della Redazione
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