Criticità gestionali nella rigenerazione dell’ex OPG di Napoli: ritardi, discrasie contabili e rendicontazione ReGiS carente (Corte dei Conti Sez. contr. Campania n. 58 del 09.02.2026)
Principi di diritto (Massima)
La Corte dei conti, in sede di controllo sulla gestione, accerta criticità nell’attuazione di un progetto PNRR laddove emergano ritardi cumulati nelle fasi di progettazione ed esecuzione, una bassa percentuale di avanzamento finanziario, discrasie tra i dati dichiarati dall’ente e quelli risultanti dal sistema ReGiS, nonché incongruenze nella contabilizzazione di impegni e pagamenti. L’esito negativo del controllo non determina automaticamente una responsabilità dei funzionari, ma può costituire elemento di valutazione in distinti procedimenti. L’ente è tenuto a una puntuale esecuzione dei contratti e alla tempestiva rendicontazione per evitare rischi finanziari.
Il Fatto
La Sezione regionale di controllo per la Campania ha avviato un procedimento di verifica sul progetto «O.P.G. – Rigenerazione e valorizzazione sociale dell’ex ospedale psichiatrico giudiziario di Napoli – Salita San Raffaele», del valore complessivo di euro 17.600.000,00, finanziato anche con risorse PNRR e identificato dal CUP B63D21001890001. Soggetto attuatore è il Comune di Napoli, mentre il Ministero dell’interno è l’Amministrazione titolare. In seguito a una richiesta istruttoria del luglio 2025, l’Ente ha fornito una relazione sullo stato di avanzamento, integrata da documentazione trasmessa a settembre 2025.
La Motivazione della Corte
La Corte ha preliminarmente ricostruito il quadro normativo del PNRR e della sua governance, sottolineando che le risorse sono vincolate alla realizzazione degli interventi e che le amministrazioni sono responsabili della sana gestione finanziaria. Ha quindi inquadrato l’attività nel controllo sulla gestione ex art. 100 Cost. e art. 3, comma 4, l. n. 20/1994, precisando che l’accertamento di criticità non implica un automatismo con la responsabilità dei funzionari.
Dall’istruttoria sono emersi molteplici profili critici. In primo luogo, la mancata conclusione del primo lotto di lavori e il mancato avvio del secondo lotto alla data del riscontro, nonostante il progetto fosse stato affidato. I lavori del primo lotto, consegnati definitivamente solo l’11 marzo 2025, sono stati sospesi il 28 aprile 2025 per il rinvenimento di amianto. Il Comune ha dichiarato di aver trasmesso la documentazione del primo SAL solo il 14 agosto 2025.
La Corte ha rilevato rilevanti ritardi nella fase di progettazione esecutiva e discordanze tra le date dichiarate dall’Ente e quelle risultanti dal sistema ReGiS: il sistema riportava come data di fine lavori il 30 giugno 2027 e di collaudo il 31 dicembre 2027, in contrasto con il termine ultimo del 30 giugno 2026 previsto dal D.M. 3 marzo 2025 per il Target finale della Misura.
Significative incongruenze emergono anche nella gestione economico-finanziaria. La Corte ha riscontrato una discordanza tra i pagamenti dichiarati dall’Ente (euro 360.207,78) e quelli registrati in ReGiS (euro 276.207,78), con una differenza di euro 84.000,00 che parrebbe dovuta a mandati emessi per costituire il fondo per gli incentivi tecnici, senza corrispondere a effettive erogazioni. Inoltre, la data di trasferimento dell’anticipazione risulta il 2024 in ReGiS, mentre il Comune ha dichiarato l’incasso nel 2022.
L’avanzamento economico-finanziario alla data del 16 dicembre 2025 era pari al 5,8% del totale, con soli euro 1.028.971,79 corrisposti e nessun pagamento approvato. In tale contesto, la piattaforma ReGiS non risultava finalizzata per alcuna rendicontazione, circostanza che preclude la possibilità di ricevere ulteriori trasferimenti. La Corte ha accertato la presenza dei profili di criticità, disposto la trasmissione della deliberazione e l’invio di una relazione di aggiornamento entro il 31 marzo 2026.
Nota della Redazione
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