Accesso agli atti ambientali e ordini di servizio nella gestione dei rifiuti (TAR Lazio n. 100 del 05.01.2026)

Principi di diritto (Massima)
L’accesso ai documenti relativi alla gestione e al trasporto dei rifiuti urbani non integra l’accesso ambientale disciplinato dal d. lgs. n. 195/2005, ma l’accesso ordinario di cui agli artt. 22 e ss. l. 241/1990, poiché ha ad oggetto documenti e non informazioni ambientali. Ai fini dell’ostensione è necessario un interesse diretto, concreto e attuale, nonché un nesso di strumentalità, inteso in senso ampio, tra l’interesse giuridicamente rilevante e la documentazione richiesta. L’attualità va valutata con riferimento all’esigenza di conoscibilità del documento, sussistente ex ante. Ove l’amministrazione non neghi il possesso degli atti e si limiti a eccepire la carenza di interesse dell’istante, può essere condannata all’ostensione; se invece non è in possesso dei documenti, è tenuta a dichiararlo.

Il Fatto

Il ricorrente, proprietario di un’abitazione prospiciente il magazzino comunale sito in via Marzabotto, ha presentato al Comune un’istanza di accesso agli atti, lamentando le emissioni sonore e maleodoranti derivanti dall’attività di raccolta e trasporto dei rifiuti. Non avendo ottenuto riscontro, ha impugnato il silenzio-diniego formatosi sull’istanza e la nota con cui la società affidataria del servizio aveva osteso solo parzialmente la documentazione, chiedendo la condanna all’ostensione integrale.

Il ricorrente ha fondato la propria pretesa sulla funzionalità della documentazione alla tutela dell’ambiente e della salubrità del contesto urbano, invocando il d. lgs. n. 195/2005 e, in subordine, gli artt. 22 e ss. l. 241/1990. Nel corso del giudizio il Comune ha prodotto parte degli atti, mentre la società ha insistito per il rigetto.

La Motivazione della Corte

Il Collegio ha anzitutto qualificato l’accesso. Esso non è ambientale, perché l’accesso ambientale non ha ad oggetto documenti, ma informazioni ambientali relative allo stato dell’ambiente e ai fattori in grado di incidere sullo stesso. Restano esclusi i documenti concernenti attività che determinano impatto ambientale: in tali casi occorre una posizione giuridica soggettiva differenziata. Ne deriva l’applicazione dell’accesso classico e, in caso di rigetto, la configurabilità del silenzio-diniego.

Passando ai requisiti legittimanti, il Tribunale ha richiamato le coordinate della giurisprudenza amministrativa, condivise, secondo cui l’istante deve dimostrare un interesse diretto, concreto e attuale. L’attualità si valuta in relazione all’esigenza di conoscibilità del documento, non alla tutela della posizione giuridica retrostante, e deve sussistere ex ante. Non è richiesta la prova della lesione attuale di una situazione soggettiva, essendo il nesso di strumentalità sufficiente a integrare l’interesse giuridicamente protetto.

Applicando tali principi, il Collegio ha ritenuto integrato l’interesse del ricorrente: la prospicienza dell’abitazione, lo stato di insalubrità dell’aria e l’inquinamento acustico, uniti alla finalità di verifica della regolarità dell’azione amministrativa, radicano un interesse tutelato ai sensi dell’art. 844 cod. civ. e della tutela della salute.

Nel merito, il ricorso è accolto quanto agli ordini di servizio afferenti alla gestione del servizio pubblico, funzionali a verificare anomalie o comportamenti scorretti dell’affidataria. È invece infondato quanto ai titoli autorizzatori del magazzino, poiché il Comune ha escluso lo svolgimento di attività di raccolta, destinandolo al solo rimessaggio degli automezzi. Sono riconosciuti ostensibili i provvedimenti relativi alla ricerca di un’area per il trasbordo e gli studi sull’impatto odorigeno, sonoro e ambientale. Il Collegio ha ribadito che, ove l’amministrazione non sia in possesso degli atti, deve dichiararlo; se invece eccepisce solo la carenza di interesse, può essere condannata all’ostensione, nel termine di 30 giorni dalla pubblicazione.

Il ricorso è pertanto accolto nei termini indicati, dichiarato improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse quanto agli atti già ostesi e respinto nel resto, con compensazione integrale delle spese per reciproca soccombenza.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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