Vizio parziale di mente e accertamento del dolo (Cass. pen. n. 10250/2026)
Il riconoscimento del vizio parziale di mente impone al giudice di verificare se la patologia abbia inciso sulla rappresentazione e accettazione dell’evento.
Il riconoscimento del vizio parziale di mente impone al giudice di verificare se la patologia abbia inciso sulla rappresentazione e accettazione dell’evento.
Il giudice che subordina la sospensione condizionale al risarcimento deve verificare e motivare sulla concreta capacità economica del condannato.
Le condotte di millantato credito fondate su relazioni asserite non sono più penalmente rilevanti dopo la riforma dell’art. 346-bis cod. pen.
La coltivazione domestica di marijuana può integrare un fatto di particolare tenuità sulla base della valutazione complessiva delle concrete modalità della condotta.
La violazione dell’avviso al difensore per l’alcoltest è nullità sanata dalla scelta del rito abbreviato, non inutilizzabilità assoluta.
Il trattenimento di un bonifico ricevuto per errore integra l’appropriazione di cosa per errore, oggi depenalizzata, non l’appropriazione indebita.
Nel patteggiamento la confisca facoltativa richiede l’individuazione dei beni e una motivazione concreta sul loro nesso strumentale con il reato.
Il sequestro preventivo di crediti d’imposta deve specificare la quota effettivamente indebita; la motivazione per relationem è insufficiente.
Il DASPO riferito a una società calcistica perde efficacia se quella società cessa e viene sostituita da una compagine autonoma.
Il giudice di appello, dopo il rigetto del concordato sulla pena, non è tenuto a sospendere il procedimento per un nuovo accordo tra le parti.
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