Sindacato del giudice penale sul provvedimento di daspo (Cass. pen. n. 14191/2026)
Il giudice penale può sindacare il provvedimento di daspo solo nei profili formali, non nei presupposti di merito dell’atto amministrativo.
Il giudice penale può sindacare il provvedimento di daspo solo nei profili formali, non nei presupposti di merito dell’atto amministrativo.
Annullato il decreto di sequestro per equivalente: necessaria la prova del nesso di pertinenzialità per la confisca diretta e del gruppo criminale organizzato di tre persone per la transnazionalità.
Il controllo della corrispondenza al 41-bis richiede una motivazione concreta e specifica, non essendo sufficiente il richiamo alla caratura criminale.
La Cassazione ribadisce i limiti del sindacato di legittimità in materia cautelare, escludendo la rivalutazione del merito e richiedendo solo la manifesta illogicità o violazione di legge.
Il sequestro all’ente richiede autonoma motivazione sul fumus dell’illecito 231 e non può essere integrato dal Tribunale del riesame.
Il ricorso per cassazione avverso l’ordinanza che rigetta l’opposizione all’archiviazione è inammissibile, poiché l’art. 410-bis c.p.p. prevede il reclamo al tribunale come unico rimedio.
La breve durata della convivenza non esclude i maltrattamenti se le condotte vessatorie sono frequenti, ravvicinate e idonee a creare stabile sopraffazione.
Il giudice del rinvio, in tema di bancarotta fraudolenta, deve attenersi ai criteri indicati dalla Cassazione per la distinzione tra bancarotta fraudolenta e preferenziale, valutando l’effettività e la congruità del compenso dell’amministratore.
La fuga in auto con manovre pericolose (semaforo rosso e contromano) integra il reato di resistenza a pubblico ufficiale, se concretamente idonea a ostacolare l’inseguimento.
In caso di turbativa del possesso di un immobile, la violenza privata è assorbita se la condotta non ha inciso su una sfera diversa da quella del possesso.
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