Resistenza a pubblico ufficiale mediante guida pericolosa e fuga (Cass. pen. n. 11356/2026)
Principi di diritto (Massima)
In tema di reato di resistenza a pubblico ufficiale (art. 337 cod. pen.), la fuga alla guida di un’autovettura, se accompagnata da manovre di guida pericolose, come l’attraversamento di un semaforo rosso, la guida contromano e altre violazioni del Codice della strada, non integra una mera fuga passiva, ma una condotta di violenza oppositiva concretamente idonea a ostacolare l’inseguimento e a porre in pericolo l’incolumità degli agenti o degli altri utenti della strada. L’idoneità della condotta a integrare la violenza o la minaccia deve essere valutata in concreto, tenendo conto del contesto dell’inseguimento, e non può essere esclusa per il solo fatto che la strada fosse deserta, quando le manovre siano state tali da indurre gli stessi agenti a desistere dall’inseguimento per il timore di creare situazioni di pericolo.
Il Fatto
L’imputato, nel corso di un controllo di routine, alla guida della propria autovettura, ha proseguito la marcia nonostante l’alt intimatogli dagli agenti di Polizia locale, dandosi alla fuga e ponendo in essere una serie di manovre pericolose, tra cui l’attraversamento di un semaforo rosso e la guida contromano, ponendo a repentaglio la sicurezza degli altri utenti della strada e inducendo gli agenti a desistere dall’inseguimento per il timore di creare situazioni di pericolo. Il Tribunale di Venezia, all’esito del giudizio abbreviato, lo ha assolto dal reato di resistenza a pubblico ufficiale, ritenendo che il pericolo arrecato con la condotta fosse meramente astratto, in quanto il fatto si era svolto in orario notturno senza incontrare altri veicoli o pedoni.
Il Procuratore generale presso la Corte d’appello di Venezia ha proposto ricorso per cassazione, deducendo l’erronea applicazione della legge penale e il vizio di motivazione, sostenendo che la condotta di guida pericolosa e le manovre poste in essere erano idonee a condizionare l’operato degli agenti, a prescindere dall’effettiva presenza di altri utenti della strada.
La Motivazione della Corte
La Suprema Corte ha accolto il ricorso, annullando la sentenza impugnata con rinvio per nuovo giudizio al Tribunale di Venezia. Ha richiamato il consolidato principio per cui, nel reato di resistenza a pubblico ufficiale, la violenza consiste in un comportamento idoneo a opporsi in maniera concreta ed efficace all’atto che il pubblico ufficiale sta legittimamente compiendo. La fuga alla guida di un’autovettura, se meramente passiva, non integra il reato, ma quando sia accompagnata da manovre pericolose finalizzate a impedire l’inseguimento, come l’attraversamento di un semaforo rosso e la guida contromano, essa integra la violenza o la minaccia, in quanto ostacola concretamente l’esercizio della funzione pubblica e induce negli inseguitori una percezione di pericolo per la propria incolumità.
La Corte ha osservato che il giudice di merito aveva trascurato di verificare la pericolosità concreta della condotta di guida, limitandosi a considerare l’assenza di altri utenti della strada in orario notturno. La Corte ha sottolineato che la condotta di guida deve essere valutata con riguardo al contesto dell’inseguimento in corso, e che le manovre poste in essere, anche in assenza di altri veicoli, erano state tali da indurre gli stessi agenti di polizia a porre fine all’inseguimento, limitandosi a un controllo a distanza, il che dimostra la loro idoneità a ostacolare concretamente l’attività di polizia. La sentenza impugnata, inoltre, non si era confrontata con il contenuto dell’annotazione di polizia giudiziaria, che descriveva dettagliatamente le manovre pericolose e la presenza di altri utenti della strada, preferendo una ricostruzione più generica contenuta nell’informativa di polizia. La Corte ha quindi annullato la sentenza, disponendo il rinvio per un nuovo esame alla luce dei principi enunciati.
Provvedimento integrale: scarica il PDF
Nota della Redazione
Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale.
Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali,
mettiamo a disposizione anche il testo integrale.