Autovelox fisso e requisiti della strada extraurbana secondaria (Cass. 23121/2026)
Corte di Cassazione, Seconda Sezione Civile, ordinanza n. 23121 del 13 luglio 2026
La controversia nasce dall’opposizione a un verbale per superamento del limite di 50 km/h, rilevato mediante autovelox fisso su un tratto della strada provinciale “Traversa dei Monti”. Il Giudice di pace e il Tribunale avevano annullato la sanzione, escludendo che il tratto possedesse i requisiti di una strada extraurbana secondaria.
Questione esaminata
La Cassazione doveva stabilire se una strada possa essere qualificata come extraurbana secondaria, e quindi sottoposta a controllo automatico della velocità senza contestazione immediata, quando la banchina laterale sia larga circa sessanta centimetri e delimitata da un guard rail.
Il Comune sosteneva che la legge non imponesse una larghezza minima inderogabile e che fosse sufficiente uno spazio laterale esterno alla carreggiata utilizzabile dai pedoni.
Principio affermato
La contestazione immediata costituisce la regola; il rilevamento automatico senza presidio è ammesso soltanto sulle categorie di strade indicate dall’art. 201 del Codice della strada e in presenza di tutte le caratteristiche strutturali minime previste dalla legge.
La banchina deve essere uno spazio interno alla sede stradale ma esterno alla carreggiata, idoneo al passaggio dei pedoni o alla sosta di emergenza. Le dimensioni di riferimento sono pari a un metro per i tronchi esistenti e a un metro e mezzo per le nuove costruzioni. Il decreto prefettizio non può supplire alla mancanza dei requisiti mediante interpretazioni estensive.
Motivazione della Cassazione
La banchina di circa sessanta centimetri, anche per la presenza del guard rail, non era concretamente adatta alle funzioni di sicurezza richieste. Mancava quindi un elemento essenziale per classificare l’intera strada come extraurbana secondaria.
La Corte ha precisato che le caratteristiche minime devono riguardare la strada considerata nella sua interezza, non soltanto il punto vicino all’apparecchio. In assenza di tali requisiti, è illegittimo il provvedimento prefettizio che autorizza l’autovelox fisso e la contestazione differita. Il ricorso del Comune è stato rigettato.
Rilevanza pratica
Chi contesta una sanzione rilevata da autovelox fisso può verificare non solo l’esistenza del decreto prefettizio, ma anche l’effettiva conformazione della strada. La classificazione amministrativa formale non basta se mancano le caratteristiche strutturali imposte dal Codice della strada.
In particolare, una fascia laterale troppo stretta o resa inutilizzabile da ostacoli non può essere considerata una vera banchina. L’accertamento automatico senza contestazione immediata può quindi essere annullato quando l’infrastruttura non appartenga realmente a una delle categorie autorizzate.