Irretroattività della risoluzione nei contratti di durata (App. L’Aquila n. 1234/2026)
La Corte d’Appello dell’Aquila conferma che, nei contratti ad esecuzione continuata o periodica, la risoluzione non travolge le prestazioni già eseguite.
La Corte d’Appello dell’Aquila conferma che, nei contratti ad esecuzione continuata o periodica, la risoluzione non travolge le prestazioni già eseguite.
In materia di usura, i decreti ministeriali che rilevano i tassi effettivi globali medi integrano la norma primaria e vanno conosciuti e applicati d’ufficio dal giudice.
In caso di danni da cose in custodia, la contestazione generica del Comune non vale, ma se è specifica l’attore deve provare il fatto; l’inattendibilità di un testimone è insindacabile in cassazione.
In caso di istanza di differimento della pena per gravi motivi di salute, il giudice che, in presenza di documentazione clinica attestante l’incompatibilità, rigetta l’istanza deve disporre perizia medica.
L’assoluzione in appello che riformi una condanna per truffa, quando si limita a esporre conclusioni diverse senza un puntuale confronto critico con la sentenza di primo grado, è viziata da motivazione apparente, comportando l’annullamento con rinvio al giudice civile per le statuizioni patrimoniali.
Per applicare la custodia in carcere a un ultrasettantenne occorrono esigenze eccezionali, valutate sulla personalità e sui precedenti, non sulla sola gravità del fatto.
In tema di confisca di prevenzione, il terzo intestatario fittizio può contestare solo la titolarità effettiva del bene; la fittizietà va provata con indizi gravi, precisi e concordanti, non bastando la mera capacità reddituale.
L’assoluzione del concorrente necessario nel reato di violenza sessuale di gruppo, se esclude ogni altra compartecipazione, comporta la riqualificazione del fatto in violenza sessuale semplice, con conseguente rideterminazione della pena.
In tema di consegna europea, la valutazione delle condizioni di detenzione si fonda sul principio di fiducia reciproca e su elementi concreti, non su un mero calcolo aritmetico dello spazio minimo.
La mancanza del guscio protettivo della scheda degli apparecchi da gioco integra la violazione di cui all’art. 110, comma 9, lett. c), TULPS.
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