Concessione demaniale idrica e priorità dell’uso pubblico comunale (TAR Emilia-Romagna n. 457 del 03.11.2025)

Principi di diritto (Massima)
È legittima l’archiviazione della domanda di concessione di un’area del demanio idrico quando la stessa area risulti già concessa a un Ente locale per finalità di pubblica utilità. Ai sensi dell’art. 15, commi 3 e 4, della L.R. Emilia-Romagna n. 7/2004, le aree del demanio idrico sono concesse con preferenza agli Enti locali per finalità di tutela ambientale e fruizione pubblica, prevalendo l’uso pubblico su quello privato. La decadenza dalla concessione non opera ex lege, ma richiede un formale provvedimento accertativo dell’Amministrazione, non sindacabile dal giudice in assenza di esercizio del relativo potere. La controversia sulla sussistenza di un titolo concessorio su area demaniale non incide direttamente sul regime delle acque e appartiene alla giurisdizione del giudice amministrativo.

Il Fatto

La ricorrente, comproprietaria di un immobile prospiciente un’area del demanio idrico del rio Arianna, presentava nel novembre 2019 istanza di concessione di tale area per uso di orto domestico e giardino. Nel corso del procedimento l’istruttoria tecnica si concludeva favorevolmente, ma successivamente ARPAE disponeva l’archiviazione della domanda con due determinazioni del luglio 2022, rilevando che la medesima area era già stata concessa al Comune di Montechiarugolo con determinazione regionale n. 8008 del 22 luglio 2010.

La ricorrente impugnava così l’archiviazione, deducendo la carenza istruttoria sulla coincidenza delle aree e, in via subordinata, l’illegittimità della concessione comunale e la decadenza del Comune dalla stessa. Chiedeva inoltre la condanna di ARPAE al rilascio della concessione e, in via ulteriormente subordinata, il risarcimento dei danni.

La Motivazione della Corte

Il Collegio ha anzitutto respinto l’eccezione di difetto di giurisdizione sollevata in favore del Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche. Richiamando Cons. Stato, Sez. VII, n. 8186 del 2023 e Cass. Sez. Un. n. 2710 del 2020, il Tribunale ha chiarito che la giurisdizione del TSAP radica solo per gli atti che incidono in maniera immediata e diretta sul regime delle acque. Nel caso di specie non si controverte sul vincolo idraulico, ma sulla sussistenza di un titolo concessorio sulla medesima area, con conseguente giurisdizione del giudice amministrativo.

Nel merito, il Tribunale ha accertato, mediante il raffronto tra le planimetrie allegate all’istanza della ricorrente e gli elaborati tecnici della concessione comunale, che l’area richiesta coincide con la porzione settentrionale di quella già concessa al Comune. La specificazione “in parte” riferita al mappale 721 individua proprio la porzione confinante con la particella della ricorrente. Ne deriva la reiezione delle censure di difetto di istruttoria e di motivazione dell’archiviazione.

Quanto alla dedotta illegittimità derivata della concessione comunale per assenza di scopo, il Tribunale ha rilevato che il tombinamento si è articolato in fasi successive, con interventi progressivi autorizzati dalla Regione, come confermato dalla stessa perizia di parte. L’area non è quindi priva di destinazione, risultando funzionale alla messa in sicurezza idraulica e alla fruizione pubblica.

Sulla pretesa decadenza del Comune, il Collegio ha applicato il principio secondo cui essa non opera ex lege ma richiede un formale provvedimento dell’Amministrazione. Le cause indicate nell’art. 4 della determinazione n. 8008/2010, che richiama l’art. 19 della L.R. n. 7/2004, non presentano alcun automatismo decadenziale. Richiamando Cons. Stato, Sez. V, n. 6195 del 2025, Sez. V, n. 270 del 2025 e Sez. VII, n. 7585 del 2023, il Tribunale ha escluso la possibilità di pronunciarsi su poteri amministrativi non ancora esercitati, ai sensi dell’art. 34, comma 2, c.p.a..

La domanda risarcitoria è stata infine respinta per assenza di antigiuridicità del pregiudizio, risultando indimostrata l’impossibilità di recupero delle somme versate. Le spese di lite sono state compensate.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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