Sale gioco, rinvio dinamico alla mappatura sensibile e strumenti attuativi convenzionati (TAR Emilia-Romagna n. 455 del 30.10.2025)
Principi di diritto (Massima)
Il Piano Urbanistico Generale che, nel disciplinare l’insediamento delle sale da gioco, rinvia alla mappatura dei luoghi sensibili e individua le zone compatibili e gli strumenti attuativi non è illegittimo per ciò solo. Il rinvio alla mappatura integra un rinvio dinamico a uno strumento applicativo che individua le aree idonee in senso logico e complementare rispetto alla previsione generale del Piano. Non sussiste effetto espulsivo quando una quota significativa del territorio urbanizzato resta compatibile con l’insediamento, gravando sul ricorrente l’onere di provare il fatto impeditivo. La scelta del permesso di costruire convenzionato o dell’accordo operativo, in luogo del permesso di costruire semplice, rientra nella discrezionalità pianificatoria del Comune.
Il Fatto
La società ricorrente gestisce una sala da gioco e chiede l’annullamento del Piano Urbanistico Generale adottato e poi approvato dal Comune, nonché degli elaborati tecnici e del Regolamento Edilizio, nella parte in cui disciplinano l’insediamento e il trasferimento delle sale da gioco. La società deduce che il Piano non individua criteri localizzativi, rinviando alla mappatura dei luoghi sensibili, e che gli strumenti attuativi previsti determinano un effetto espulsivo dal territorio comunale. Chiede inoltre il risarcimento dei danni.
La controversia giunge al giudice amministrativo dopo un precedente contenzioso, definito con una pronuncia di annullamento parziale che aveva accertato l’effetto espulsivo delle disposizioni urbanistiche allora vigenti. Il Comune e l’Agenzia delle Dogane si costituiscono in giudizio.
La Motivazione della Corte
Il Collegio sintetizza la domanda in due passaggi: il difetto funzionale del Piano per il rinvio alla mappatura e il preteso effetto espulsivo per l’esiguità delle aree compatibili. Sul primo profilo, il Tribunale osserva che il Piano definisce la previsione generale, ammettendo la localizzazione nelle zone individuate laddove non sia vietata dalla presenza di luoghi sensibili. Alla mappatura spetta la funzione applicativa e complementare, secondo il criterio localizzativo di natura fattuale riferito ai siti posti alla distanza normativamente prevista.
Il rinvio del Piano alla mappatura è dunque un rinvio dinamico a uno strumento integrativo che individua di fatto le aree idonee. La correttezza della individuazione dei luoghi sensibili non è contestata; quanto alla sufficienza delle localizzazioni, la ricorrente non fornisce un principio di prova utile a dubitare del dato della quota di territorio utile indicata dalla difesa comunale. Il Collegio richiama la giurisprudenza secondo cui l’onere della prova dell’effetto espulsivo incombe sul ricorrente, trattandosi di fatto impeditivo.
Il Tribunale confronta la percentuale disponibile con quella ritenuta insufficiente in altra pronuncia, inferiore all’1%, e rileva che nel caso di specie la quota è altamente maggiore e non circostanziata da contestazioni. La perizia di parte, in conclusione, non confuta il dato quantitativo, limitandosi a considerazioni sulla concreta assentibilità. Nemmeno la pronuncia di conferma della precedente sentenza giova alla tesi attorea, poiché riguardava disposizioni diverse.
Sulla scelta degli strumenti, il Collegio rileva che il rinvio alle previsioni urbanistico-territoriali rimette alla discrezionalità del Comune la scelta degli strumenti più appropriati. Il permesso di costruire convenzionato consente di regolare un rapporto di durata con l’amministrazione in ragione del carico urbanistico e dell’impatto sociale dell’attività, risultando idoneo allo scopo. Il ricorso è respinto e la domanda risarcitoria non è accoglibile per assenza del presupposto dell’antigiuridicità del pregiudizio. Le spese sono compensate.
Nota della Redazione
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