Controlli interni enti locali: criticità del sistema e misure correttive (Corte dei Conti Sez. contr. Campania n. 147 del 05.05.2025)
Principi di diritto (Massima)
Le Sezioni regionali di controllo della Corte dei conti, nell’esercizio del controllo di legittimità e regolarità delle gestioni previsto dall’art. 148 del Tuel, verificano annualmente il funzionamento dei controlli interni degli enti locali sulla base dei referti trasmessi dai vertici amministrativi. Il sistema integrato dei controlli interni comprende il controllo di regolarità amministrativa e contabile, il controllo di gestione, il controllo strategico, il controllo sugli equilibri finanziari, il controllo sugli organismi partecipati e il controllo sulla qualità dei servizi, e costituisce presidio dell’osservanza dei vincoli di finanza pubblica e dell’equilibrio di bilancio. Ove la Sezione accerti, allo stato degli atti, la presenza di criticità relative al funzionamento del sistema, invita l’Ente ad adottare idonee misure correttive secondo le raccomandazioni espresse nella parte motiva. Resta fermo che, in caso di rilevata assenza o inadeguatezza degli strumenti e delle metodologie di controllo, le Sezioni giurisdizionali regionali possono irrogare agli amministratori responsabili la sanzione pecuniaria prevista dall’art. 148, comma 4, del Tuel.
Il Fatto
L’Amministrazione Provinciale aveva trasmesso alla Sezione regionale di controllo per la Campania i referti sul funzionamento del sistema dei controlli interni relativi agli esercizi 2022 e 2023, in attuazione delle linee guida approvate dalla Sezione delle Autonomie con la deliberazione n. 2/SEZAUT/2024/INPR. L’esame dei questionari è stato trattato congiuntamente per le due annualità, anche al fine di realizzare un più tempestivo allineamento.
L’istruttoria ha fatto emergere una serie di criticità riconducibili a diverse tipologie di controllo. La questione è giunta all’esame collegiale su istanza del magistrato istruttore, deferita con ordinanza presidenziale.
La Motivazione della Corte
La Sezione ricostruisce anzitutto il quadro normativo di riferimento. Dopo la riforma operata dal d.l. n. 174/2012, convertito con la legge n. 213/2012, il sistema dei controlli interni è divenuto un complesso apparato di verifiche finalizzato a coniugare la regolarità dell’azione amministrativa con l’efficacia e l’efficienza della gestione. I controlli assumono valore di presidio per il buon andamento dell’amministrazione, perché consentono all’Ente di valutare l’andamento delle gestioni e di adottare le opportune misure correttive in presenza di disfunzioni.
Il percorso argomentativo si articola poi per singole tipologie. Quanto al controllo di regolarità amministrativa e contabile, la Sezione rileva l’insufficienza della sola estrazione casuale semplice quale tecnica di campionamento, suggerendo l’adozione di criteri quantitativi e qualitativi; rileva inoltre che gli esiti del controllo preventivo non hanno orientato l’individuazione dei settori da sottoporre a controllo successivo e che alcune irregolarità non sono state sanate.
In tema di controllo di gestione, l’Ente non ha trasmesso il referto prescritto dagli artt. 198 e 198-bis del Tuel, rappresentando che lo stesso è in corso di redazione; i report periodici non risultano tempestivi e la Sezione segnala la contraddittorietà tra le risposte della prima e della terza sezione del questionario. Quanto al controllo strategico, emerge la mancata utilizzazione delle informazioni della contabilità analitica per orientare le decisioni in tema di allocazione delle risorse, gestione dei servizi e politiche tariffarie.
Per il controllo sugli equilibri finanziari, la Sezione prende atto delle risposte fornite e rinvia ogni ulteriore valutazione all’esito delle verifiche sulla gestione finanziaria dell’Ente ad essa intestate, richiamando la necessità di salvaguardare prospetticamente gli equilibri di bilancio. Sul controllo sugli organismi partecipati, si raccomanda un attento monitoraggio delle procedure concorsuali e di liquidazione in corso e si sollecita la verifica dei requisiti per l’affidamento diretto e il mantenimento delle partecipazioni di minima entità.
Infine, quanto al controllo sulla qualità dei servizi, si rileva la mancata adozione della Carta dei Servizi e l’assenza di analisi sulla qualità effettiva dei servizi; sull’appendice PNRR, si ravvisano potenziali criticità e si invita l’Ente a potenziare il sistema di controllo interno. All’esito, la Sezione accerta, allo stato degli atti, la presenza di criticità relative al funzionamento del sistema integrato dei controlli interni, invita l’Ente ad adottare idonee misure correttive e dispone la comunicazione delle iniziative intraprese con apposita relazione.
Nota della Redazione
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