Programma 2026 dei controlli della Sezione regionale di controllo per il Veneto: priorità a equilibri di bilancio, PNRR e sana gestione (Corte dei Conti Sez. contr. Veneto n. 15 del 23.01.2026)

Principi di diritto (Massima)
La programmazione dei controlli della Corte dei conti per il 2026 è definita in attuazione degli indirizzi delle Sezioni riunite in sede di controllo e della Sezione delle autonomie, che individuano nel mantenimento degli equilibri di bilancio, nella verifica dell’attuazione del PNRR e nell’avvio della contabilità economico-patrimoniale accrual le aree prioritarie di intervento. La funzione di controllo è orientata a promuovere processi di autocorrezione interna e a privilegiare analisi tempestive, integrate e trasversali, capaci di evidenziare le situazioni di criticità finanziaria prima che si riverberino sul conto consolidato delle pubbliche amministrazioni. Il programma si confronta con i nuovi istituti introdotti dall’art. 3, comma 4, della legge n. 20/1994 e dalla legge 7 gennaio 2026, n. 1, quali l’esonero dalla responsabilità erariale e il silenzio assenso, che richiedono un attento monitoraggio per assicurare la sostenibilità funzionale degli obiettivi di controllo.

Il Fatto

Con deliberazione n. 26/SSRRCO/INPR/2025, le Sezioni riunite in sede di controllo hanno definito il quadro programmatico delle indagini di finanza pubblica e dei controlli sulla gestione per il 2026, sottolineando come il rispetto dei vincoli alla spesa netta non lasci ampi spazi a politiche economiche espansive e richieda di concentrare l’attenzione sul completamento delle progettualità del PNRR. La Sezione delle autonomie, con deliberazione n. 1/SEZAUT/2026/INPR, ha rimarcato l’apertura di spazi di spesa per Regioni ed enti locali, confermando la centralità delle analisi sugli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 e sul grado di realizzazione del federalismo fiscale e del sistema di contabilità economico-patrimoniale accrual. La Sezione regionale di controllo per il Veneto, nel solco di tali indirizzi, ha deliberato il proprio programma delle attività di controllo per l’anno 2026, tenendo conto dell’impatto della legge 7 gennaio 2026, n. 1, sulle funzioni di controllo e sulla funzione consultiva.

La Motivazione della Corte

La Sezione rileva che l’attività di controllo per il 2026 dovrà essere sempre più orientata a svolgere una funzione di impulso, piuttosto che di mera interdizione o di indicazione ex post di criticità e rimedi, con analisi più tempestive, integrate e trasversali capaci di evidenziare le situazioni dimensionalmente più critiche in termini di disavanzo e di sana gestione. In questo quadro, la Sezione riafferma la centralità del criterio della tempestività degli esiti dei controlli, collegando funzionalmente le analisi sui documenti di bilancio all’esercizio finanziario più prossimo a quello in corso, così da ravvicinare gli effetti delle pronunce al momento della formalizzazione delle decisioni di programmazione e rendicontazione, secondo il modello tracciato dall’art. 97 della Costituzione.

Nel delineare i contenuti del programma, la deliberazione richiama i controlli obbligatori ex lege intestati alla Sezione: il referto sulla copertura delle leggi di spesa ai sensi dell’art. 1, comma 2, del d.l. n. 174/2012, il giudizio di parificazione del rendiconto regionale, il monitoraggio dei bilanci delle aziende sanitarie ai sensi dell’art. 1, comma 170, della legge n. 266/2005, i controlli sugli organismi partecipati ex art. 20 del d.lgs. n. 175/2016 (Tusp), l’esame dei rendiconti di tutti gli enti locali sulla base delle relazioni-questionario trasmesse dagli organi di revisione, i controlli sul sistema dei controlli interni degli enti con popolazione superiore ai 15.000 abitanti e la verifica delle spese elettorali dei partiti nei comuni con popolazione superiore a 30.000 abitanti. A questi si aggiungono il controllo preventivo di legittimità sugli atti delle amministrazioni periferiche dello Stato, in significativo aumento, e l’attività consultiva in materia di contabilità pubblica.

Particolare attenzione è dedicata all’impatto della legge 7 gennaio 2026, n. 1, che interviene sulle funzioni di controllo della Corte. La Sezione segnala che, accanto all’ampliamento degli atti sottoposti a controllo preventivo “obbligatorio” e “facoltativo”, l’introduzione dell’istituto del silenzio assenso, combinato con l’esonero dalla responsabilità erariale, potrebbe generare un uso distorto della funzione consultiva, con prassi opportunistiche tese a sollecitare il parere della Corte al solo fine di ottenere un esonero preventivo da paventate ipotesi di responsabilità amministrativa. La Sezione evidenzia, inoltre, la possibilità che entro l’anno vengano individuati ulteriori atti degli enti locali da sottoporre al controllo preventivo di legittimità, con la conseguente necessità di un attento monitoraggio per assicurare la sostenibilità funzionale degli obiettivi programmati.

Il programma deliberato si articola in tre aree principali: i controlli sulla Regione del Veneto, che riguardano l’intero ciclo di bilancio, dalle coperture finanziarie delle leggi di spesa fino al giudizio di parificazione del rendiconto 2025, con approfondimenti sul sistema sanitario regionale, sulle società partecipate e sulla realizzazione degli interventi per le Olimpiadi Milano-Cortina 2026; i controlli sulla finanza locale, che interessano tutti gli enti del territorio, con specifica attenzione agli enti in situazioni di disequilibrio o disavanzo; le indagini sulla gestione, che concentrano l’analisi sui risultati conclusivi dei progetti finanziati con il PNRR, sull’efficacia dei modelli di riscossione degli enti locali più virtuosi, sulla tempestività dei pagamenti e sul monitoraggio delle comunicazioni relative alle partecipazioni societarie e agli accordi integrativi decentrati.

I criteri selettivi adottati privilegiano gli enti che presentano maggiori indici di criticità o che risultano beneficiari di risorse PNRR, mentre le verifiche sulla sanità regionale si concentrano sulle aziende che hanno registrato perdite nell’esercizio 2024, includendo l’ente di governance che ne ha ripianato i disavanzi. La deliberazione, valutata la concreta fattibilità delle analisi compatibilmente con le ridotte risorse disponibili e gli assorbenti compiti connessi ai controlli obbligatori, dispone la trasmissione del programma agli organi istituzionali della Regione, delle Province, dei Comuni e delle aziende sanitarie.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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