Controllo Corte dei conti su accessibilità marittima e resilienza portuale PNC (Corte dei Conti Sez. contr. gestione Stato n. 11 del 06.02.2024)

Principi di diritto (Massima)
Il controllo sulla gestione dei fondi PNRR e PNC esercitato dalla Corte dei conti ai sensi dell’art. 100, comma 2, Cost. e dell’art. 3, comma 4, legge n. 20/1994 verifica la corrispondenza dei risultati dell’azione amministrativa agli obiettivi di legge, valutando comparativamente costi, modi e tempi. Nell’investimento PNC C.7, il raggiungimento del target nazionale T4.2023 si misura sull’aggiudicazione del contratto per la realizzazione del 100 per cento delle opere da parte di tutte le AdSP. Il mancato conseguimento su un singolo intervento non inficia il quadro complessivo, quando il Mit abbia prudentemente sospeso l’erogazione della quota di annualità per evitare il definanziamento e la misura risulti complessivamente on target.

Il Fatto

La Sezione centrale di controllo sulla gestione delle Amministrazioni dello Stato ha esaminato il rapporto XXI/23 sull’investimento C.7 PNC “Sviluppo dell’accessibilità marittima e della resilienza delle infrastrutture portuali ai cambiamenti climatici”, affidato al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti per complessivi 1,470 miliardi di euro. L’indagine, assegnata con decreto n. 14/2023, aggiorna al secondo semestre 2023 il precedente referto e si svolge in cooperazione con la Corte dei conti europea.

L’istruttoria si è articolata in analisi a fonti aperte, acquisizione documentale e audizioni del Mase e del Mit. La questione riguarda la verifica della governance delle amministrazioni centrali responsabili del raggiungimento degli obiettivi di spesa e del rispetto degli step nazionali del cronoprogramma.

La Motivazione della Corte

La Corte premette che il PNC7 condivide con il progetto Green Ports i soggetti attuatori, le Autorità di sistema portuale, ma se ne distingue perché i progetti PNC7 sono in fase di esecuzione, anche in quanto anteriori al PNRR, mentre quelli Green Ports sono in fase di finanziamento. Il monitoraggio PNC non è riferito a milestone e target comunitari, riguardando scadenze esclusivamente nazionali.

Quanto al target nazionale T2.2023, la pubblicazione dei bandi per il 100 per cento delle opere, il rapporto Cdp registra 25 progetti on target e uno off target. Rispetto al T2.2022 Cdp riporta 16 progetti off target e 8 on target; rispetto al T4.2022 l’aggiudicazione è raggiunta, ma non l’avvio del 30 per cento dei lavori.

Il progetto dell’Autorità di Sistema portuale del Mar Ionio, “Nuova diga foranea di protezione del porto fuori rada di Taranto – tratto di levante”, è in corso di rideterminazione per incremento dei prezzi e specifiche prescrizioni degli enti competenti. La Corte rileva che l’opera non poteva essere appaltata se non successivamente al tratto di ponente e che appariva improbabile il rispetto degli step obbligatori del cronoprogramma dell’allegato 1 al d.m. Mef n. 59 del 15 luglio 2021.

Di qui la scelta del Mit di non procedere all’erogazione della quota di annualità 2023 in via cautelativa, in previsione di un probabile definanziamento. Al 31 dicembre 2023, su 26 progetti pari a 1,470 miliardi, risultano erogati 700 milioni e spesi 405 milioni; il target T4.2023 è centrato per 25 progetti, pari al 96 per cento dei progetti e al 98 per cento per valore, per una spesa di 405 milioni.

La Corte conclude che l’investimento PNC7 è indirizzato sul binario ordinario e che le criticità rilevate su singoli progetti non inficiano il quadro complessivo. Il rapporto è approvato con le indicazioni formulate in camera di consiglio e trasmesso alle Presidenze delle Camere e alle amministrazioni interessate, che comunicheranno le misure consequenziali entro quattro mesi.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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