Controllo Corte dei conti su Partenariati estesi e finanziamento ricerca PNRR (Corte dei Conti Sez. contr. gestione Stato n. 12 del 06.02.2024)

Principi di diritto (Massima)
Nel controllo sulla gestione delle amministrazioni pubbliche, la Corte dei conti verifica la corrispondenza dei risultati dell’attività amministrativa agli obiettivi di legge e valuta comparativamente costi, modi e tempi dell’azione amministrativa. Con riferimento alle misure del PNRR, il controllo è svolto ai sensi dell’art. 7, comma 7, d.l. n. 77/2021, convertito dalla legge n. 108/2021, con valutazioni di economicità, efficienza ed efficacia sull’acquisizione e l’impiego delle risorse. Lo scostamento temporale tra le anticipazioni erogate ai soggetti attuatori e la spesa rendicontata non integra di per sé irregolarità contabile, configurandosi come mera discrasia temporale nella fase di rendicontazione dei progetti. Il giudizio tecnico-scientifico dei Panel di revisori internazionali, che seguono i progetti dalla valutazione ex ante, costituisce strumento idoneo a parametrare l’efficacia e l’efficienza della gestione. La riprogrammazione degli obiettivi a livello europeo, con riformulazione dei target, non incide sulla validità dell’impianto gestionale della misura.

Il Fatto

La Sezione centrale di controllo sulla gestione delle amministrazioni dello Stato ha esaminato lo stato di attuazione dell’investimento M4C2-1.3 del PNRR, dedicato alla creazione di Partenariati estesi tra università, centri di ricerca e imprese per il finanziamento di progetti di ricerca di base. La misura, con dotazione di euro 1.610.000.000,00, è affidata al Ministero dell’università e della ricerca.

Con l’Avviso pubblico n. 341 del 15 marzo 2022 il Ministero aveva previsto la creazione di almeno dieci e fino a un massimo di quattordici partenariati. All’esito delle due fasi di valutazione, la concessione è stata disposta con quattordici decreti direttoriali dell’11 ottobre 2022. L’indagine riguarda l’avanzamento della misura al 31 dicembre 2023.

La Motivazione della Corte

Il controllo sulla gestione si fonda sull’art. 3, comma 4, legge n. 20/1994 e sulle specifiche previsioni dettate per i fondi del PNRR. La Corte esamina dapprima il quadro finanziario: a fronte della dotazione dell’Avviso, i decreti di concessione impegnano fondi per euro 1.609.995.611,12, con residui di soli euro 4.388,88. L’erogato a dicembre 2023, a titolo di anticipazione, ammonta a euro 446.883.137,96, mentre la spesa caricata sulla piattaforma ATWork risulta pari a euro 175.565.571,87.

La Corte valuta positivamente il ruolo della piattaforma ATWork, quale luogo di gestione dei progetti e di controllo, idoneo a monitorare sia l’avanzamento scientifico sia la spesa. Il sistema consente la rendicontazione quindicinale dei soggetti coinvolti e il reciproco controllo tra Hub, Spoke e soggetti affiliati.

Sul piano del merito, la Sezione attribuisce rilievo decisivo al giudizio espresso dai Panel di esperti tecnico-scientifici. I revisori internazionali, che hanno seguito i progetti dalla fase di valutazione ex ante, sono in grado di verificare l’effettiva utilità dei progetti e delle spese impegnate, fornendo all’amministrazione un supporto di costante indirizzo. La Corte osserva che le risorse sono destinate, per almeno il 40%, alle regioni del Mezzogiorno.

Quanto alla discrasia tra anticipazioni erogate e spesa rendicontata, la Corte esclude che essa configuri una irregolarità contabile, qualificandola come mera differenza temporale nella fase di rendicontazione. I programmi di ricerca scontano un avvio incerto, riconducibile all’eccezionalità del PNRR e alla necessità di contemperare la velocità di attuazione con la correttezza dell’azione amministrativa. La Corte rileva un vulnus nella gestione delle relazioni interne ai partenariati, con particolare riguardo ai soggetti pubblici, per la numerosità dei progetti e la scarsità di risorse umane dedicate.

Infine, la Sezione dà atto della riprogrammazione dell’investimento, conclusa con la Decisione di esecuzione del Consiglio dell’8 dicembre 2023, che ha riformulato il target M4C2-8, con scadenza al 30 giugno 2025, prevedendo l’assunzione di almeno 1.400 nuovi ricercatori a tempo determinato. Tale implemento è valutato come riprova della validità della gestione, al netto delle criticità riscontrate.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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