Controllo sui bilanci ASL: perdita 2022 e superamento tetti di spesa (Corte dei Conti Sez. contr. Puglia n. 14 del 12.02.2024)
Principi di diritto (Massima)
Il controllo della Corte dei conti sui bilanci degli enti del Servizio sanitario nazionale, ascrivibile al riesame di legalità e regolarità e connotato da natura collaborativa, si estende alla verifica dell’equilibrio economico-patrimoniale e del rispetto dei vincoli di finanza pubblica. L’art. 1, comma 170, della l. n. 266/2005 e l’art. 1, comma 3, del d.l. n. 174/2012 attribuiscono alle sezioni regionali di controllo il potere di accertare squilibri e violazioni, con l’obbligo per l’ente di adottare, entro sessanta giorni, i provvedimenti rimuovitori. L’accertamento di irregolarità non suscettibili di pregiudicare gli equilibri economico-finanziari si traduce in raccomandazioni, mentre la misura interdittiva dei programmi di spesa presuppone la mancata copertura o l’insostenibilità finanziaria.
Il Fatto
La vicenda riguarda l’azienda sanitaria locale della provincia di Taranto e i bilanci degli esercizi 2020, 2021 e 2022, esaminati dalla Sezione regionale di controllo della Corte dei conti per la Puglia sulla base delle relazioni del Collegio sindacale e dei questionari, oltre che dei dati contabili.
Dall’istruttoria sono emersi profili meritevoli di approfondimento, con richieste di chiarimento inoltrate all’Azienda e al Collegio sindacale. L’Azienda ha riscontrato con note successive. La questione arriva davanti alla Sezione nell’ambito del controllo sulla gestione finanziaria degli enti del Servizio sanitario nazionale.
La Motivazione della Corte
La Sezione muove dal quadro normativo di riferimento. L’art. 1, comma 170, della l. n. 266/2005 ha esteso agli enti del SSN le verifiche della magistratura contabile sulla gestione finanziaria degli enti locali, in funzione della tutela dell’unità economica della Repubblica e del coordinamento della finanza pubblica. Il d.l. n. 174/2012 ha confermato e sviluppato tale controllo, che assume connotati cogenti per prevenire gestioni contabili non corrette, da bilanciare con la tutela della salute di cui all’art. 32 Cost. e con l’erogazione dei livelli essenziali di assistenza.
Sul piano dell’equilibrio economico, i bilanci 2020 e 2021 si chiudono con risultati positivi di modesta entità, mentre l’esercizio 2022 evidenzia una perdita di € 14.556.696, interamente ripianata da contributo regionale. La Sezione rileva l’aumento dei costi della produzione, il decremento della differenza tra valore e costi e l’incidenza delle gestioni straordinaria e finanziaria.
La Corte esamina poi l’inventario dei cespiti: il mancato aggiornamento e la mancata quadratura con la contabilità generale incidono sulla corretta valorizzazione degli ammortamenti e delle quote di sterilizzazione. Sui contributi in conto capitale, i dati comunicati non consentono di riconciliare i finanziamenti per investimenti con il valore dei cespiti, prospettandosi finanziamenti non ancora realizzati. In materia di rimanenze, crediti e debiti, la Sezione invita a un monitoraggio continuo e alla riconciliazione delle scritture, segnalando l’insufficienza dei fondi svalutazione per i crediti verso Comuni e privati.
Sui fondi rischi e oneri, il Collegio sindacale ha dichiarato l’assenza di specifica attestazione di congruità, e la Sezione richiama il principio contabile OIC 31 e la necessità di stime attendibili. Quanto alle proroghe contrattuali, richiamando la giurisprudenza amministrativa, la Corte qualifica la proroga tecnica come rimedio eccezionale e temporaneo, non generalizzabile.
Infine, la Sezione accerta il superamento dei tetti di spesa farmaceutica e per dispositivi medici nel triennio e del limite alla spesa di personale a tempo determinato nel 2021. Relativamente al PNRR, l’Azienda è soggetto attuatore per la Missione 6 e per progetti di digitalizzazione; la Corte invita a rappresentare compiutamente tutti gli investimenti e i cronoprogrammi correlati, riservandosi di verificare la capacità di realizzazione nei tempi previsti.
Nota della Redazione
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