La Corte dei conti chiude il controllo sull’Ispi dopo la cessazione della contribuzione statale (Corte dei Conti Sez. contr. Enti n. 21 del 09.02.2026)

Principi di diritto (Massima)
La Corte dei conti, in sede di controllo sugli enti finanziati dallo Stato, verifica la gestione finanziaria dell’ente, riferendo al Parlamento l’esito dell’esame del conto consuntivo. Il venir meno della contribuzione statale ordinaria, che costituisce il presupposto per l’assoggettamento al controllo ai sensi degli artt. 2 e 3 della legge n. 259/1958, determina la cessazione del controllo stesso. La legittimità della gestione è valutata anche sotto il profilo della corretta applicazione dei principi contabili, in particolare riguardo all’utilizzo dei fondi accantonati per attività istituzionali, il cui prelievo a copertura di un disavanzo di esercizio non deve mascherare un permanente disequilibrio economico.

Il Fatto

L’Istituto per gli studi di politica internazionale (Ispi), ente morale vigilato dal Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, è stato sottoposto al controllo della Corte dei conti in base alla legge n. 259/1958. Con la determinazione n. 27 del 28 febbraio 2024, la Sezione del controllo sugli enti aveva già rilevato il venir meno delle condizioni per la prosecuzione del controllo, stante l’assenza di contribuzione statale ordinaria. La definizione formale è avvenuta con d.P.C.m. del 29 maggio 2025. La Corte ha quindi esaminato il conto consuntivo dell’esercizio 2024, l’ultimo oggetto del controllo, per riferirne al Parlamento.

La Motivazione della Corte

La Corte ha preso in esame il bilancio dell’Ispi per l’esercizio 2024, rilevando un disequilibrio di gestione. Il valore della produzione è aumentato, ma i costi della produzione sono cresciuti in misura maggiore, portando a una differenza negativa tra ricavi e costi. Il risultato d’esercizio è stato portato in pareggio solo grazie al prelievo di euro 149.969 dal fondo per attività istituzionali, una prassi contabile che la Corte aveva già censurato, raccomandando una più opportuna allocazione delle risorse nel patrimonio netto.

La Sezione ha inoltre evidenziato che le entrate derivanti da attività formativa, ricerca e convegni sono aumentate, ma anche i costi per beni e servizi e per il personale hanno subito un notevole incremento. Per quanto riguarda la distinzione tra attività istituzionale e commerciale, si registra un avanzo operativo nella parte non profit e una perdita nella parte profit. La Corte ha quindi raccomandato un attento monitoraggio dei costi e una più attenta valutazione degli oneri progettuali da effettuare prima dell’assunzione di impegni.

Infine, la Corte ha constatato l’avvenuta trasformazione dell’ente in fondazione di partecipazione e la sua iscrizione nel Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (Runts). Ha preso atto della cessazione del controllo, a seguito della definizione con il d.P.C.m. del 29 maggio 2025, e ha comunicato alle Camere il risultato finale del controllo sulla gestione finanziaria dell’ente per l’esercizio 2024, concludendo così il proprio mandato.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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