Controllo sulla gestione finanziaria di Area Science Park per il 2022 (Corte dei Conti Sez. contr. Enti n. 73 del 27.05.2024)
Principi di diritto (Massima)
Il controllo della Corte dei conti sulla gestione finanziaria degli enti pubblici di ricerca, esercitato ai sensi dell’art. 12 della legge n. 259 del 1958 e dell’art. 100, secondo comma, della Costituzione, si conclude con una relazione alle Presidenze delle due Camere che dà conto del risultato della gestione e delle vicende più significative verificatesi dopo la chiusura dell’esercizio. Il giudizio complessivo non si esaurisce nella verifica del pareggio contabile, ma valuta l’equilibrio strutturale della gestione, la sostenibilità nel medio periodo e la coerenza tra le risorse acquisite e gli obiettivi istituzionali dell’ente. La circostanza che l’esercizio si chiuda con un risultato di competenza positivo e con un avanzo di amministrazione in crescita non esonera l’ente dalla verifica dell’effettiva realizzabilità degli investimenti programmati, soprattutto quando l’avanzo risulti in larga parte vincolato a progettualità finanziate da terzi. Il controllo, pertanto, accompagna la rappresentazione dei saldi con la valutazione della loro composizione e del grado di attuazione delle iniziative.
Il Fatto
La Corte dei conti, Sezione del controllo sugli enti, ha esaminato il rendiconto generale dell’Area di ricerca scientifica e tecnologica di Trieste – Area Science Park per l’esercizio 2022, ente sottoposto al controllo con decreto del Presidente della Repubblica del 9 giugno 1987 e confermato in tale regime dall’art. 14, comma 2, del d.lgs. n. 218 del 2016. Il rendiconto, corredato delle relazioni del Presidente e del Collegio dei revisori, è stato trasmesso alla Corte in adempimento dell’art. 4 della legge n. 259 del 1958.
La relazione riferisce al Parlamento il risultato del controllo sulla gestione finanziaria dell’esercizio e sulle vicende successive di maggior rilievo, secondo le modalità previste dall’art. 12 della legge n. 259 del 1958. L’ente opera come consorzio pubblico preposto alla gestione del parco tecnologico, con missione di sviluppo dell’innovazione e trasferimento dei risultati della ricerca al mercato.
La Motivazione della Corte
Il primo ambito di analisi riguarda la struttura di governo e i relativi costi. Nel 2022 il Consiglio di amministrazione ha operato nel suo plenum e la spesa liquidata per gli organi statutari è passata da euro 80.559 a euro 142.014, con un incremento del 76,29 per cento, per effetto del completamento delle nomine e del pagamento di indennità arretrate. La Corte rileva che l’adeguamento ai compensi fissati dal d.p.c.m. n. 143 del 2022 è stato rinviato alla scadenza del mandato in corso, in forza della clausola di salvaguardia contenuta nell’art. 14 del medesimo d.p.c.m., che consente di mantenere i compensi determinati anteriormente.
Sul piano delle risorse umane, la consistenza del personale in servizio al 31 dicembre 2022 è di 162 unità, a fronte di un fabbisogno programmato di circa 190. La spesa complessiva per il personale cresce del 3,81 per cento, da euro 9.447.547 a euro 9.807.813, con una flessione degli assegni di ricerca del 29,71 per cento e un aumento dei rimborsi per missioni. Le spese per incarichi di studio, ricerca e consulenza si riducono del 39,82 per cento, attestandosi a euro 934.272, con una concentrazione nel programma dedicato all’innovazione delle imprese.
Il nucleo della relazione riguarda i risultati contabili. L’esercizio 2022 si chiude con un risultato finanziario di competenza positivo di euro 9.605.411, in forte incremento rispetto al 2021, e con un avanzo di amministrazione salito a euro 19.020.142. La Corte valorizza il saldo positivo di parte corrente, pari a euro 7.828.970, e il margine operativo lordo di euro 5.624.040, capace di coprire integralmente gli ammortamenti. L’utile di esercizio di euro 2.091.050 segna una decisa inversione rispetto alla perdita dell’anno precedente.
La Corte non si limita, però, al dato aggregato. Sottolinea che l’incremento delle entrate e dell’avanzo deriva principalmente dall’aumento del Fondo ordinario per gli enti di ricerca, dall’assegnazione del progetto PNRR PRP@CERIC e dai contributi regionali e statali su progetti. L’avanzo risulta in larga parte vincolato a specifiche progettualità, tra cui e-Argo, Quantum e PRP@CERIC, mentre la quota disponibile ammonta a euro 6.279.627. La gestione dei residui evidenzia un saldo attivo, con residui passivi concentrati in spese in conto capitale di carattere pluriennale.
La Corte accompagna la valutazione dei saldi con l’esame dell’attività istituzionale, del sistema delle partecipazioni societarie e del grado di attuazione delle iniziative PNRR, rispetto alle quali rileva che gli obiettivi sono parzialmente raggiunti e gli investimenti ancora in corso di realizzazione. La relazione viene quindi comunicata alle Presidenze delle due Camere unitamente al rendiconto e alle relazioni degli organi amministrativo e di revisione.
Nota della Redazione
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