Controllo Corte conti su gestione finanziaria SACE (Corte dei Conti Sez. contr. Enti n. 61 del 02.05.2024)
Principi di diritto (Massima)
La Corte dei conti, nell’esercizio del controllo sulla gestione finanziaria degli enti sottoposti al suo esame ai sensi dell’art. 12 della legge n. 259 del 1958, riferisce al Parlamento il risultato dell’attività di verifica con determinazione motivata, che costituisce autonoma funzione di garanzia costituzionale ai sensi dell’art. 100, secondo comma, della Costituzione. Il sindacato di regolarità contabile e di efficacia gestionale si estende ai profili dell’equilibrio economico-patrimoniale, della struttura del portafoglio rischi e della adeguatezza degli assetti organizzativi e di controllo. Per il soggetto che ha assunto, per effetto del decreto liquidità, il ruolo di garante “state account” dei rischi non di mercato, la Corte impone che gli organi aziendali e l’azionista sorveglino l’evoluzione della concentrazione dei rischi e assicurino una maggiore diversificazione settoriale. Il giudizio non si traduce in sanzione, ma in una comunicazione alle Presidenze delle Camere delle risultanze e delle osservazioni formulate.
Il Fatto
La relazione ha ad oggetto la gestione finanziaria della SACE S.p.A. – Servizi assicurativi del commercio estero per l’esercizio 2022, con riferimento anche alle vicende gestionali intervenute successivamente. Il referto si colloca nel solco dell’ultimo controllo, relativo all’esercizio 2021, approvato con determinazione n. 2 del 18 gennaio 2023.
Nel corso del periodo esaminato si è perfezionato il riassetto del Gruppo SACE, deliberato in attuazione dell’art. 67 del decreto-legge n. 104 del 2020: la Società, in precedenza interamente partecipata da Cassa depositi e prestiti, è passata sotto il controllo del Ministero dell’economia e delle finanze, con contestuale cessione a Cdp della partecipazione detenuta in Simest. La vicenda ha inciso sugli assetti azionari, patrimoniali ed economici, e su di essa la Corte concentra la propria attenzione.
La Motivazione della Corte
La Sezione ricostruisce anzitutto il quadro normativo di riferimento, ricordando che SACE persegue finalità di sostegno all’internazionalizzazione dell’economia italiana ed è assoggettata al controllo della Corte in forza dell’art. 12 della legge n. 259 del 1958. La trasformazione in società per azioni e la successiva qualificazione come ente di interesse pubblico non hanno fatto venir meno la sottoposizione al controllo, ma ne hanno modificato le modalità di esercizio.
Il passaggio al Mef, avvenuto il 21 marzo 2022, ha comportato il venir meno dell’attività di direzione e coordinamento prima esercitata dall’azionista unico e la necessità per il nuovo socio di concordare con Mef e Maeci l’esercizio dei diritti di voto. La Corte non manca di sottolineare che, nel procedere alla nomina dei componenti dell’organo di amministrazione, l’azionista deve attenersi strettamente alla disposizione statutaria che impone il possesso dei requisiti di onorabilità e professionalità previsti per gli esponenti aziendali di banche e intermediari finanziari.
Sul piano della gestione, il decreto liquidità e i successivi interventi del 2022 hanno conferito alla Società un nuovo ruolo di sostegno alla liquidità delle imprese, in regime di condivisione dei rischi con il Mef nella misura del dieci e del novanta per cento. Il Gruppo ha mobilitato risorse pari a euro 44,2 miliardi, di cui euro 6,8 miliardi complessivi per l’operatività export e internazionalizzazione, mentre l’esposizione totale al rischio si attesta a euro 61,9 miliardi, in diminuzione del 7,4 per cento.
La Corte formula quindi il rilievo centrale: pur apprezzando il miglioramento rispetto alla situazione preesistente, ribadisce la necessità che gli organi aziendali e l’azionista sorveglino con attenzione la concentrazione dei rischi assunti, adottando comportamenti volti ad assicurare una maggiore diversificazione settoriale. Il settore crocieristico assorbe ancora il 37,5 per cento del portafoglio, con incidenza dei primi tre settori pari al 53,1 per cento delle esposizioni verso controparti private.
I dati di bilancio risentono delle ripetute novità normative. La Società chiude l’esercizio con un utile netto di euro 83,8 milioni, in diminuzione del 20,6 per cento rispetto al 2021, per effetto della minore redditività tecnica e del maggior carico fiscale. Il patrimonio netto resta pressoché stabile, mentre il bilancio include le disponibilità liquide di euro 31 miliardi relative al Fondo istituito dall’art. 1, comma 14, del decreto liquidità, iscritte con contropartita nelle passività diverse. Su tali basi la Corte comunica alle Presidenze delle due Camere il bilancio d’esercizio e la relazione.
Nota della Redazione
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