Buoni fruttiferi e libretti postali

Buoni fruttiferi postali: il tuo buono è prescritto? Rendimenti, eredi, buoni smarriti, cosa fare

Hai trovato in un cassetto i buoni dei nonni, Poste ti dice che sono prescritti, il rendimento è più basso di quello stampato sul retro, il buono era cointestato con un genitore che non c’è più, oppure l’hai perso. Qui trovi le risposte alle domande che fanno davvero i titolari e gli eredi, con le decisioni dell’Arbitro Bancario Finanziario e della Cassazione commentate su questo sito.

10 anniLa prescrizione del buono, dalla data esatta di scadenza
373 decisioniCommentate sul sito: Arbitro Bancario Finanziario e Cassazione
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Indice

Parti dalla tua situazione

Cinque blocchi di domande, dalla prescrizione ai libretti. Per l’eredità in generale c’è la guida su eredità e successione; per i conti e i risparmi del defunto in banca e in posta, la guida per gli eredi.

1 · Prescrizione

Il mio buono è prescritto?

È la domanda più frequente. La risposta dipende dalla data esatta di scadenza del buono, che si ricava dal decreto della serie.

Da quando si contano i dieci anni di prescrizione del mio buono?

Dalla data esatta di scadenza del buono. Il Collegio di Coordinamento ha stabilito che, per tutte le serie il cui decreto istitutivo prevede la liquidazione al termine dell’ennesimo anno successivo all’emissione, la prescrizione decennale decorre dalla data di scadenza individuata in base alla durata, non dal 1° gennaio dell’anno successivo né dal 31 dicembre dell’anno in cui la scadenza cade. Ha così superato il diverso orientamento seguito in precedenza dal Collegio di Roma (ABF Coll. Coord. 5106/2026, ABF Roma 1866/2026, ABF Roma 4496/2026).

Nel caso deciso, un buono della serie AA3 emesso il 4 gennaio 2002 e liquidabile al settimo anno scadeva il 4 gennaio 2009: la prescrizione era maturata il 4 gennaio 2019 (ABF Coll. Coord. 5106/2026). Anche la Cassazione fa decorrere il termine dalla scadenza del titolo e non dal 1° gennaio successivo (Cass. 22838/2026); per le serie emesse prima del d.m. 19 dicembre 2000 conta la durata stabilita dal decreto della serie, a prescindere da diverse indicazioni riportate sul buono (ABF Milano 3726/2026).

Nessuno mi aveva detto quando scadeva e non mi hanno dato il foglio informativo: la prescrizione corre lo stesso?

Sì. La mancata consegna del foglio informativo e l’ignoranza della scadenza sono ostacoli di mero fatto: non impediscono la decorrenza della prescrizione, che può essere fermata solo da una causa giuridica (Cass. 12123/2026, ABF Napoli 2626/2026). Lo stesso vale per chi ignorava perfino di avere i buoni, come nel caso dei buoni intestati a minori, che si prescrivono dieci anni dopo la scadenza (ABF Roma 2473/2026).

Posso almeno chiedere i danni perché non mi hanno dato il foglio informativo?

Non più, secondo il Collegio di Coordinamento: la mancata consegna del foglio informativo analitico, alla sottoscrizione o dopo, non fa nascere un diritto al risarcimento per chi ha perso il rimborso per prescrizione. Il Collegio ha abbandonato il proprio orientamento precedente e si è allineato alla Cassazione: i buoni sono titoli di legittimazione assimilabili ai titoli del debito pubblico e le loro condizioni si conoscono con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale (ABF Coll. Coord. 5106/2026; Cass. 3686/2026, Cass. 4659/2026).

Prima di quella decisione alcuni Collegi riconoscevano il risarcimento per la ridotta probabilità di interrompere la prescrizione (ABF Napoli 2626/2026). Attenzione anche ai limiti di tempo dell’Arbitro: la domanda di danni è inammissibile se la prescrizione si è compiuta prima del sesto anno precedente al ricorso (ABF Roma 1866/2026); i dettagli sono nella guida al ricorso all’Arbitro.

Poste non ha eccepito la prescrizione in causa: il giudice può rilevarla da solo?

No. Per la Cassazione l’eccezione di prescrizione del diritto al rimborso dei buoni è un’eccezione in senso stretto: la può sollevare solo la parte interessata, e va proposta tempestivamente nel primo grado. Che tu conoscessi la questione già prima della causa non la trasforma in una semplice difesa e non rimedia alla decadenza di chi non l’ha sollevata in tempo (Cass. 25045/2026).

Poste ti ha detto che i buoni sono prescritti?

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2 · Serie, timbri e rendimenti

Il rendimento è più basso di quello stampato sul buono

Molti buoni sono stati emessi su moduli della serie precedente, con un timbro che indica la nuova serie e i nuovi tassi. Ecco quali tassi valgono.

Il mio buono è della serie P con il timbro Q: dopo il ventesimo anno mi spettano i rendimenti stampati sul retro?

Per la Cassazione no. Le variazioni del tasso disposte con decreto ministeriale (art. 173 d.P.R. 156/1973) sono cogenti e sostituiscono le condizioni scritte sul titolo: il contrasto tra le condizioni sul buono e quelle del decreto che ne dispone l’emissione si risolve a favore del decreto, anche oltre il ventesimo anno (Cass. 3619/2026, Cass. 18684/2025). Un timbro imperfetto, che lascia scoperta la parte della tabella sugli ultimi anni, non è una manifestazione di volontà e non fonda un affidamento sui vecchi rendimenti (Cass. 21908/2025, Cass. 19777/2025, Cass. 15524/2024).

Allo stesso modo l’Arbitro: il buono con il timbro correttivo si rimborsa alle condizioni della nuova serie per l’intero periodo, anche oltre il ventesimo anno e anche se il timbro non riporta i rendimenti successivi (ABF Palermo 520/2026); la clausola aggiunta con il timbro prevale su quella stampata (ABF Roma 1955/2026).

Il buono è stato emesso prima del 1986: i tassi potevano essere cambiati dopo?

Sì, secondo la Cassazione. Le variazioni del tasso disposte con decreto ministeriale hanno natura cogente e possono operare anche in peggio sui rapporti in corso, senza effetto retroattivo (Cass. 3869/2026, Cass. 22858/2026); la variazione in peggio è opponibile con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale (Cass. 16213/2024). I buoni di una serie precedente emessi dopo il decreto del 13 giugno 1986 seguono i nuovi tassi (Cass. 3869/2026).

Mi hanno trattenuto le tasse sugli interessi dei buoni serie Q: il calcolo è giusto?

Per la Cassazione la ritenuta fiscale si applica per competenza e non per cassa: per i buoni della serie Q emessi tra il 21 settembre 1986 e il 31 dicembre 1996 gli interessi annuali si capitalizzano al netto della ritenuta per i primi venti anni, come prevede l’art. 7 del d.m. 23 giugno 1997 (Cass. 10462/2026, Cass. 22846/2026). La questione fiscale, però, non si porta all’Arbitro: le modalità della ritenuta esulano dalla sua competenza (ABF Bologna 2929/2026).

In ufficio postale mi hanno consigliato di riscattare il buono prima della scadenza e ci ho perso: posso chiedere i danni?

Sì, se sei stato indotto con informazioni fuorvianti. L’intermediario risponde del danno causato dal proprio consulente che spinge al rimborso anticipato e al reinvestimento in un prodotto che rende meno: il danno è la differenza tra il rendimento netto che il buono avrebbe dato alla scadenza naturale e quello, minore, del prodotto sostitutivo. Non basta, a escludere la responsabilità, che tu abbia firmato la richiesta di riscatto (ABF Roma 3384/2026).

3 · Eredi e cointestatari

Il buono era cointestato, o il titolare è morto

Conta la clausola scritta sul buono: con la “pari facoltà di rimborso” ogni cointestatario può riscuotere da solo.

Il buono era cointestato con mio padre, che è morto: posso incassare tutto senza gli altri eredi?

Sì, se il buono ha la clausola di pari facoltà di rimborso: il cointestatario superstite può ottenere il rimborso dell’intera somma, senza la quietanza degli eredi del defunto, perché ai buoni non si applica l’art. 187 d.P.R. 256/1989 dettato per i libretti (Cass. 3171/2026, Cass. 15655/2024; ABF Roma 804/2026). Quella regola è stata abrogata dal d.m. 6 giugno 2002: per i rapporti sorti dopo, ciascun cointestatario ha diritto all’intero anche dopo la morte di un altro (ABF Milano 2344/2026).

Se sei erede di uno dei cointestatari, il diritto all’intero passa a te anche quando è morto anche l’altro cointestatario, senza il consenso dei suoi eredi; servono i titoli in originale e la pratica di successione del cointestatario di cui sei erede (ABF Roma 3668/2026).

Sono uno degli eredi: posso chiedere la mia quota dei buoni senza gli altri?

Sì. Il singolo coerede può far valere il credito ereditario relativo ai buoni anche solo per la propria quota, senza gli altri coeredi, e il pagamento lo libera nei confronti di tutti; Poste non può opporre il mancato consenso degli altri (ABF Milano 8013/2026, ABF Palermo 3611/2026). In assenza di opposizioni degli altri eredi può chiedere anche l’intero; per i buoni non ancora scaduti, però, manca l’interesse ad agire (ABF Milano 3996/2026).

Credo che mio padre avesse dei buoni: Poste deve cercarli?

Deve svolgere una ricerca esaustiva e spiegare perché può dirsi completa: la ricerca presso un solo ufficio non basta se si chiede l’estensione all’Archivio Centrale. Ma l’Arbitro non si sostituisce a Poste nella ricerca: senza una domanda di risarcimento il ricorso non viene accolto (ABF Napoli 3048/2026). Chi afferma l’esistenza del buono deve provarla (ABF Bologna 2844/2026).

Se Poste dimentica un buono e lo segnala solo dopo reclami e una seconda ricerca a pagamento, il costo di quella ricerca va restituito (ABF Milano 192/2026). Il diritto di avere copia del buono e del contratto non ha il limite dei dieci anni previsto per le singole operazioni, ma dopo l’estinzione del rapporto si prescrive in dieci anni (ABF Roma 1709/2026).

4 · Buoni smarriti

Ho perso i buoni: posso farmeli rifare?

Il duplicato si chiede con la denuncia di smarrimento e gli estremi del titolo. Il punto conteso è chi deve provare che il buono è già stato riscosso.

Ho perso i buoni: come ottengo il duplicato, e chi deve provare che non li ho già incassati?

Il duplicato presuppone la denuncia di smarrimento, gli estremi che identificano il titolo e che il buono non sia stato rimborsato; su quest’ultimo punto è l’intermediario a dover provare il rimborso o la prescrizione (ABF Napoli 3753/2026, ABF Napoli 3306/2026). Il limite di dieci anni dell’art. 119 TUB non giustifica una ricerca limitata all’ultimo decennio (ABF Roma 4750/2026). Denuncia con gli estremi, denuncia all’autorità di pubblica sicurezza e prospetto di rendimento rilasciato dall’intermediario sono stati ritenuti sufficienti per chiedere il duplicato (ABF Roma 4655/2026).

Se però l’intermediario contesta in modo specifico l’esistenza del titolo e documenta le ricerche fatte, l’indicazione di serie, numero, data e valore non basta: la prova dell’esistenza e della titolarità torna a tuo carico (ABF Palermo 1408/2026).

5 · Libretti postali

Libretti postali

Storni, prelievi contestati, carte non consegnate, offerte con tassi promozionali.

Poste mi ha stornato dal libretto una somma accreditata per errore: poteva farlo da sola?

Sì, se una clausola delle condizioni generali, recepita con la modifica unilaterale e pubblicata in Gazzetta Ufficiale, l’autorizza in anticipo a recuperare gli importi non dovuti: non servono il tuo consenso al momento dell’addebito né un provvedimento del giudice (ABF Torino 2186/2026).

L’offerta sul libretto prometteva un tasso che non ho avuto, o la carta del libretto non mi è mai arrivata

L’intermediario che propone un’offerta particolarmente vantaggiosa, legata a un adempimento ulteriore, deve spiegare in modo chiaro e senza ambiguità tempi e modi per ottenerla: l’informativa incompleta genera responsabilità, ridotta però dal concorso del cliente che, consapevole, non si è attivato (ABF Roma 3124/2026). E risponde dell’inadempimento chi, dopo il ritorno al mittente della raccomandata con la carta del libretto, non si attiva per fartela avere: in quel caso il danno è stato liquidato in via equitativa (ABF Napoli 4221/2026).

Per i prelievi contestati vale un limite di tempo: l’Arbitro non decide su operazioni anteriori al sesto anno precedente al ricorso (ABF Roma 2755/2026).

6 · Adesso

Cosa fare adesso, in quest’ordine

1

Fotografa i buoni

Fronte e retro: serie, numero, data di emissione, timbri e tabelle dei rendimenti decidono scadenza e importo.

2

Calcola la scadenza

Dal decreto della serie si ricava la data esatta di scadenza; da lì corrono i dieci anni di prescrizione.

3

Chiedi il rimborso per iscritto

Conserva la risposta di Poste. Per il reclamo e il ricorso all’Arbitro leggi la guida al ricorso ABF.

Valutazione gratuita del caso

Inviami le foto dei buoni, la risposta di Poste e, se sei erede, la documentazione della successione: verifico scadenza, prescrizione e rendimento dovuto. Paghi solo se vinci: nessun anticipo, compenso solo con un risultato economico.

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Guida pratica a cura dell’Avv. Danilo Scarlino. Aggiornata il 29 ottobre 2026.