Controllo PNRR sulla rendicontazione finale del progetto culturale inclusivo (Corte dei Conti Sez. contr. Campania n. 310 del 11.12.2025)

Principi di diritto (Massima)
Nel controllo successivo sugli interventi finanziati dal PNRR, la Sezione regionale della Corte dei conti prende atto dello stato di conclusione del progetto sulla base del riscontro fornito dal soggetto attuatore, ma non si vincola ai dati dichiarati dall’ente. Ove il sistema ReGiS evidenzi disallineamenti tra avanzamento economico-finanziario e pagamenti approvati, la Corte raccomanda l’adozione di ogni misura volta alla rendicontazione finale dell’opera, strumentale al consolidamento delle risorse ottenute. L’obbligo di sana gestione finanziaria e il vincolo di destinazione delle risorse gravano sul soggetto attuatore fino alla chiusura del programma. Il controllo non si esaurisce con l’accertamento dell’esecuzione materiale, ma richiede la coerenza dei flussi rendicontati, presupposto per il rimborso da parte della Commissione europea.

Il Fatto

Il Comune di Torella dei Lombardi, soggetto attuatore di un progetto finanziato nell’ambito della misura M1C3I1.2 del PNRR, ha ricevuto un contributo per la rimozione delle barriere fisiche e cognitive in musei e luoghi della cultura. L’intervento, denominato “Parva Turris: il museo dell’inclusività” e identificato dal CUP B57B22001630006, è stato ammesso a finanziamento per un importo complessivo a valere sul Piano.

La Sezione regionale di controllo per la Campania ha avviato d’ufficio il procedimento, in esecuzione del programma dei controlli approvato per il 2025. Dai dati del sistema ReGiS emergeva un avanzamento economico-finanziario pari al 9,3%, con pagamenti approvati pari a zero. Il magistrato istruttore ha quindi indirizzato una richiesta di relazione al Comune, che ha riscontrato dichiarando l’opera integralmente realizzata e conclusa.

La Motivazione della Corte

La Sezione ricostruisce il quadro normativo di riferimento, muovendo dall’art. 7, c. 7, d.l. n. 77 del 2021, che disciplina il monitoraggio e la verifica degli interventi finanziati. Richiama la disciplina dei trasferimenti delle risorse e il ruolo del sistema ReGiS, quale strumento di tracciamento dell’avanzamento fisico, economico e finanziario.

Il Collegio rileva che, all’atto dei quesiti istruttori, l’importo ammesso e finanziato risultava pari a € 499.824,97, con un avanzamento del 9,3%. Dopo il riscontro dell’ente e alla data della deliberazione, il medesimo applicativo registra un avanzamento dei costi realizzati pari al 100%, con pagamenti approvati ancora pari a zero.

La Corte prende atto della conclusione dichiarata, ma evidenzia che taluni elementi richiedono aggiornamenti e chiarimenti. In particolare, l’importo dei pagamenti approvati risulta ancora pari allo 0% e il totale da approvare differisce dal totale dei costi realizzati. Emerge inoltre una contraddizione tra le dichiarazioni dell’ente, che nega di aver richiesto anticipazioni, e il dato ReGiS che attesta l’erogazione di € 49.998,97 in data 13/10/2023.

La Sezione richiama i principi di sana gestione finanziaria e il vincolo di destinazione delle risorse, che permangono fino alla chiusura del programma. Sottolinea che la coerenza dei flussi rendicontati è presupposto del rimborso delle spese già sostenute da parte della Commissione europea. Su queste basi raccomanda l’adozione di ogni misura volta alla rendicontazione finale dell’opera, strumentale al consolidamento delle risorse ottenute, e invita l’ente a fornire riscontro entro il 31.01.2026 sull’allineamento dei dati finali sul sistema ReGiS, con trasmissione della relazione di aggiornamento tramite il sistema Con.Te e pubblicazione sul sito istituzionale.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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