Controllo gestione PNRR rinnovabili e batterie: facility e trasferimento risorse (Corte dei Conti Sez. contr. gestione Stato n. 31 del 14.02.2025)
Principi di diritto (Massima)
Il controllo sulla gestione delle amministrazioni statali in materia di PNRR verifica la corrispondenza dei risultati dell’attività amministrativa agli obiettivi fissati dalla legge e valuta comparativamente costi, modi e tempi dell’azione amministrativa, ai sensi dell’art. 3, comma 4, legge 14 gennaio 1994, n. 20. Nelle misure attuate mediante lo strumento della facility, l’investimento si considera realizzato non già con il completamento materiale dei progetti entro una data certa, ma per effetto del trasferimento delle risorse all’implementing partner e del successivo impegno delle medesime attraverso la concessione di agevolazioni ai beneficiari finali. Il raggiungimento del target finale si identifica pertanto con la sottoscrizione, da parte del soggetto gestore, di convenzioni giuridicamente vincolanti con i beneficiari finali per l’importo necessario a utilizzare l’intera dotazione. Il differimento delle scadenze originarie e la trasformazione dell’investimento in facility non esimono l’amministrazione titolare dall’obbligo di assicurare, con adeguata azione di impulso, coordinamento e controllo, il conseguimento dei traguardi e degli obiettivi finanziari stabiliti nel Piano.
Il Fatto
Il rapporto riguarda l’investimento M2C2-I5.1 del PNRR, denominato “Rinnovabili e batterie”, ricompreso nella Missione 2, Componente 2, e finanziato con risorse pari a un miliardo di euro, destinate a sostenere la produzione di tecnologie fotovoltaiche ed eoliche e di batterie. Titolare della misura è il Ministero delle imprese e del made in Italy, coadiuvato da Invitalia, individuata come soggetto gestore.
La Sezione ha avviato l’istruttoria per monitorare lo stato di avanzamento dell’utilizzo delle risorse. Nel secondo semestre 2024 sono stati acquisiti gli aggiornamenti forniti dall’Unità di missione del Dicastero e dall’Agenzia, al fine di verificare il raggiungimento delle milestone e dei target e la permanenza delle condizioni di attuazione della misura.
La Motivazione della Corte
Il Collegio ricostruisce anzitutto il quadro della revisione della misura. Il Governo ha presentato una proposta di variazione della Missione 2, Componente 2, per correggere errori materiali e differire talune scadenze, in ragione della complessità dei progetti e della limitata partecipazione delle imprese ai bandi, segnatamente nel settore eolico. Per la misura in esame è stato richiesto lo spostamento temporale dei target M2C2-39 e M2C2-40, originariamente fissati al quarto trimestre 2024 e al quarto trimestre 2025.
La revisione approvata in sede europea ha fatto confluire i sub-investimenti relativi alla tecnologia fotovoltaica e all’industria eolica in un unico sub-investimento e ha individuato nella facility la modalità attuativa del contratto di sviluppo. La Corte chiarisce il meccanismo: l’investimento si considera realizzato non con il completamento dei progetti da parte delle imprese entro una certa data, ma con il trasferimento delle risorse all’implementing partner e con il successivo impegno delle medesime mediante la concessione di agevolazioni ai beneficiari finali.
Il Collegio esamina quindi gli adempimenti del secondo semestre 2024. Nel mese di settembre è stato sottoscritto l’accordo attuativo tra Ministero e Invitalia, che integra la milestone M2C2-38 bis, e in data 8 novembre 2024 è stato stipulato l’atto aggiuntivo alla convenzione, necessario a disciplinare il trasferimento integrale della dotazione finanziaria. La Corte rileva che la sua redazione era funzionale a una nuova modalità di trasferimento, anticipata rispetto all’assunzione degli impegni in favore dei beneficiari finali, in deroga al meccanismo ordinario fondato sulle esigenze di cassa.
Sul piano attuativo, il Collegio dà conto dell’apertura del terzo sportello, disposta con decreto direttoriale del 14 giugno 2024, resosi necessario per le risorse residue pari a complessivi euro 513.770.155,00. Le domande di agevolazione già valutate non hanno subito variazioni: l’importo delle agevolazioni concesse si conferma pari a 445.294.921 euro. La Corte sottolinea che permangono ingenti fondi disponibili, anche per effetto della conclusione con esito negativo dell’istruttoria di un progetto nel settore batterie.
Il Collegio esamina infine il progetto di una gigafactory nel settore delle batterie, la cui domanda è in fase di finalizzazione: la società ha rappresentato la necessità di approfondire alcuni aspetti del testo e ha chiesto di posticipare il termine per l’accettazione, in ragione del mutato contesto del mercato dei veicoli elettrici. La Corte rileva che le risorse restano impegnate e che, in caso di mancata sottoscrizione del contratto, troverà applicazione la disciplina della decadenza dalle agevolazioni. Il Collegio conclude che i nuovi traguardi appaiono realisticamente raggiungibili, ma che la massima attenzione dovrà essere posta nell’azione governativa di impulso, coordinamento e controllo, e che non risultano ancora trasferiti a Invitalia i fondi necessari all’attuazione degli interventi.
Nota della Redazione
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