Equilibri di bilancio e criticità gestionali nell’Ausl di Bologna (Corte dei Conti Sez. contr. Emilia-Romagna n. 96 del 04.08.2026)
Principi di diritto (Massima)
Il controllo della Corte dei conti sui bilanci degli enti del Servizio sanitario nazionale si inquadra nel sindacato di legalità e regolarità, con finalità dinamica di prevenzione di squilibri economico-finanziari, anche prospettici. L’accertamento di irregolarità, ai sensi dell’art. 1, comma 7, del D.L. n. 174/2012, comporta l’obbligo per l’ente di adottare, entro sessanta giorni, i provvedimenti idonei a rimuoverle, con effetto inibitorio sui programmi di spesa privi di copertura. Le aziende sanitarie devono garantire l’equilibrio di bilancio e l’osservanza del principio di competenza e di prudenza, evitando di iscrivere crediti sperati in assenza di riscontri oggettivi sulla loro esigibilità, anche mediante adeguati meccanismi di svalutazione.
Il Fatto
La Sezione regionale di controllo per l’Emilia-Romagna ha esaminato il bilancio di esercizio 2024 dell’Ausl di Bologna, che si è chiuso con una perdita di -18.471.090,00 euro, in netto peggioramento rispetto all’utile di poco superiore a 15.000 euro del 2023. La gestione caratteristica ha mostrato un saldo attivo di oltre 30 milioni di euro, ma la gestione straordinaria ha registrato un passivo di circa 10,7 milioni. L’istruttoria ha evidenziato diverse criticità, tra cui la mancata approvazione del bilancio di previsione entro i termini e il superamento degli obiettivi di spesa farmaceutica.
La Motivazione della Corte
La Sezione ha ricostruito il quadro normativo di riferimento, fondato sull’art. 1, commi 166 e seguenti, della legge n. 266/2005 e sull’art. 1 del D.L. n. 174/2012, che attribuisce al controllo della Corte dei conti natura cogente per gli enti del Servizio sanitario. Richiamando i principi espressi dalla Corte costituzionale, la pronuncia ha ribadito che l’accertamento di irregolarità suscettibili di pregiudicare gli equilibri di bilancio impone all’amministrazione l’adozione di misure correttive.
Un primo profilo di criticità riguarda la tardiva adozione del bilancio di previsione 2024, avvenuta solo a giugno 2024, in violazione del termine del 31 dicembre dell’anno precedente previsto dal D. Lgs. n. 118/2011. La Sezione ha evidenziato come tale ritardo comprometta la funzione di programmazione del documento contabile e ha invitato l’Azienda ad anticiparne l’adozione.
Con riferimento allo stralcio di note di credito da ricevere per 26.313.835,00 euro relative alla mobilità interregionale 2022, la Sezione ha rilevato un vulnus nella capacità dell’Ente di prevedere i flussi di mobilità attiva. Pur riconoscendo la fisiologica asincronia temporale nel meccanismo di regolazione, la pronuncia ha sottolineato la violazione dei principi di competenza e di prudenza, richiamando l’Azienda a dotarsi di meccanismi di svalutazione per i crediti di incerta riscossione.
Ulteriore criticità è rappresentata dall’aumento dei crediti vetusti, passati da circa 19,5 milioni a 54.816.070,00 euro, con un incremento superiore al 180 percento. La Sezione ha richiamato l’Azienda a una tempestiva attività di rendicontazione per la riscossione dei contributi e al monitoraggio dei piani di rientro per le anticipazioni erogate durante l’emergenza COVID. È stata, infine, evidenziata la necessità di un governo più efficiente della spesa farmaceutica e per dispositivi medici, i cui obiettivi assegnati per il 2024 non sono stati rispettati.
Nota della Redazione
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