Controllo Corte dei conti sulla gestione finanziaria del CREA, esercizio 2024 (Corte dei Conti Sez. contr. Enti n. 139 del 03.08.2026)
Principi di diritto (Massima)
La Sezione del controllo sugli Enti della Corte dei conti, nell’esercizio del controllo sulla gestione finanziaria degli enti nazionali di ricerca ai sensi dell’art. 12 della l. n. 259 del 1958, riferisce al Parlamento il risultato dell’esame del rendiconto generale. La corretta tenuta degli equilibri di bilancio postula la definitiva ricognizione delle poste attive e passive, da realizzarsi anche attraverso il riaccertamento straordinario dei residui, ivi compresi quelli provenienti dalla gestione degli enti incorporati. La mancata o alterata rappresentazione dei residui è suscettibile di ampliare la capacità di spesa in assenza di effettiva correlata capacità finanziaria, con conseguente alterazione del risultato di amministrazione.
Il Fatto
La determinazione in esame riguarda il controllo eseguito sulla gestione finanziaria del Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria (Crea) per l’esercizio finanziario 2024. L’ente, principale istituto di ricerca italiano nel settore agroalimentare, vigilato dal Masaf, ha attraversato una fase di riorganizzazione culminata con l’approvazione del nuovo statuto del gennaio 2024 e con il successivo insediamento, nell’aprile dello stesso anno, del Presidente e del Consiglio di amministrazione, subentrati al Commissario straordinario.
La Corte dei conti ha esaminato il rendiconto generale dell’esercizio, approvato dal Cda il 27 maggio 2025 e validato dagli organi di controllo, unitamente alle relazioni del Commissario e del Collegio dei revisori, ai sensi dell’art. 4 della l. n. 259 del 1958.
La Motivazione della Corte
La gestione finanziaria 2024 si chiude con un avanzo di competenza di euro 826.243, in forte riduzione rispetto all’esercizio precedente, e un avanzo di amministrazione di euro 217.527.304. Il conto economico evidenzia un avanzo economico di euro 13.733.758, derivante dalla contrazione dei costi della produzione. Il patrimonio netto è pari a euro 215.030.112.
Il nucleo centrale delle criticità rilevate dalla Sezione attiene alla consistenza dei residui attivi e passivi, che ammontano a fine esercizio, rispettivamente, a euro 211.814.203 e a euro 119.766.844. Pur prendendo atto del percorso di riconciliazione avviato dall’ente, la Corte giudica non più rinviabile una completa ricognizione delle poste di bilancio, anche attraverso il riaccertamento straordinario dei residui, inclusi quelli ereditati dalle gestioni degli enti incorporati e degli ex istituti di ricerca.
La Sezione sottolinea come l’aggregato dei residui, se alterato per eccesso o per difetto, possa ampliare la capacità di spesa in assenza di effettiva capacità finanziaria, alterando il risultato di amministrazione. Viene pertanto sollecitato il coinvolgimento degli organi di controllo e vigilanza e l’adozione di strumenti per individuare le ragioni della formazione dei residui legati all’attività dei Centri di ricerca.
La relazione evidenzia, inoltre, la necessità di rafforzare la capacità dell’ente di assicurarsi finanziamenti da fonti diverse dal Ministero vigilante, nonché di un costante monitoraggio dei progetti PNRR, di cui al 31 dicembre 2025 risultano nove non avviati su ventotto complessivi, con due progetti per i quali è stata disposta la rinuncia al contributo o la retrocessione dal Programma.
In conclusione, la Corte comunica alle Presidenze delle Camere il rendiconto generale e la relazione deliberata, quale esito del controllo eseguito sulla gestione dell’esercizio 2024.
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Nota della Redazione
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