Demansionamento: la prescrizione decennale decorre dalle singole frazioni di credito (Cass. civ. Sez. Lavoro n. 17010 del 30.05.2026)

Principi di diritto (Massima)
In tema di demansionamento del lavoratore, trattandosi di illecito permanente, il diritto al risarcimento del danno sorge in modo continuo via via che il danno si produce e, in modo continuo, si prescrive se non esercitato entro il termine, decorrente dalle singole frazioni di credito. La circostanza che l’illecito sia permanente non comporta che la prescrizione non decorra sino alla cessazione della condotta, ma che non si prescrive il diritto nella sua interezza bensì la singola frazione di credito, la quale richiede una messa in mora idonea a interrompere il decorso. Nei rapporti di impiego pubblico privatizzato assistiti da stabilità, il diritto al risarcimento del danno da dequalificazione professionale può essere dimostrato anche per presunzioni, valorizzando elementi quali la durata della dequalificazione e la conoscibilità della stessa in ambito lavorativo.

Il Fatto

La Corte d’appello di Milano, in parziale riforma della sentenza di primo grado, aveva accertato il demansionamento subito dal lavoratore, dipendente del Comune di Desio dal 2004 e inquadrato nella categoria B3 del CCNL Enti Locali, perché adibito fino al settembre 2015 a mansioni meramente manuali ed esecutive proprie della categoria A. Il giudice di seconde cure aveva condannato l’ente al risarcimento del danno, parametrato al 20% delle retribuzioni maturate dal 2009 al 2015, ritenendo che il primo atto di costituzione in mora fosse rappresentato dalla notifica del ricorso di primo grado.

Avverso tale decisione hanno proposto impugnazione entrambe le parti: il lavoratore ha contestato la decorrenza della prescrizione decennale, che avrebbe dovuto essere calcolata dalla cessazione della condotta illecita, mentre il Comune ha censurato l’interpretazione delle declaratorie contrattuali e l’accertamento del danno.

La Motivazione della Corte

La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso principale, richiamando il principio delle Sezioni Unite n. 23763/2011 in tema di prescrizione del diritto al risarcimento del danno da fatto illecito. Per l’illecito permanente, come il demansionamento, la prescrizione ricomincia a decorrere ogni giorno successivo a quello in cui il danno si è manifestato, fino alla cessazione della condotta dannosa: il diritto sorge in modo continuo e, in modo continuo, si prescrive se non esercitato entro il termine. La Corte ha precisato che non si prescrive il diritto nella sua interezza ma la frazione di credito, che richiede la necessità di una messa in mora ai fini dell’interruzione.

Quanto al primo motivo del ricorso incidentale, relativo all’interpretazione delle declaratorie delle categorie A e B del CCNL, la Corte ha ritenuto corretta la ricostruzione della Corte territoriale, che aveva individuato quale elemento differenziale la complessità delle mansioni. Il richiamo ai corsi di formazione specialistica per la categoria B non è esclusivo, essendo preceduto dall’avverbio “generalmente”, sicché non può costituire elemento caratterizzante ai fini dell’inquadramento.

Con riferimento al secondo motivo, concernente la prova del danno, la Corte ha dichiarato la censura inammissibile per la mancata indicazione degli atti processuali e infondata nel merito. Il danno da dequalificazione professionale è dimostrabile anche per presunzioni, valorizzando il lasso temporale e la conoscibilità della situazione in ambito lavorativo, secondo il principio già affermato da Cass. n. 28274/2008. La violazione dell’art. 2697 cod. civ. ricorre solo quando il giudice abbia attribuito l’onere della prova a una parte diversa da quella gravata, non anche quando abbia ritenuto che la parte onerata avesse assolto tale onere.

La Corte ha infine rigettato entrambe le impugnazioni, compensando integralmente le spese del giudizio di legittimità in ragione della soccombenza reciproca.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

Riferimenti normativi

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