DIA e vincolo boschivo: illegittimo il diniego senza il parere regionale richiesto (TAR Lazio n. 192 del 05.03.2026)

Principi di diritto (Massima)
Il provvedimento comunale che conclude negativamente l’esame di una denuncia di inizio attività è illegittimo per difetto d’istruttoria se adottato senza attendere il parere richiesto alla Regione sull’esistenza del vincolo boschivo. Il parere dell’autorità preposta alla tutela del vincolo costituisce atto fondamentale del procedimento, sicché l’amministrazione deve sospenderne l’esame nelle more della risposta. La DIA, in mancanza di quel parere, non acquista mai efficacia.

Il Fatto

Il ricorrente ha presentato una DIA per realizzare una pertinenza di un fabbricato principale, invocando la disciplina regionale sul piano casa. Il Comune ha dapprima richiesto alla Regione Lazio un parere scritto sull’esistenza dei vincoli gravanti sull’area. Successivamente, senza attendere la risposta, ha ritenuto l’intervento non accoglibile con il provvedimento prot. 1072 del 18 gennaio 2016.

Avverso quel diniego il ricorrente ha proposto ricorso, integrato poi da motivi aggiunti contro la nota confermativa del 4 maggio 2016. La questione centrale riguarda la corretta sequenza procedimentale tra richiesta di parere e decisione comunale.

La Motivazione della Corte

Il Collegio rileva che è pacifico tra le parti come il Comune, per fugare i dubbi sui vincoli gravanti sull’area e sulla corretta interpretazione delle norme applicabili, avesse richiesto alla Regione uno specifico parere legale. L’ente riteneva che solo il parere favorevole della Regione, quale autorità preposta alla tutela del vincolo boschivo, potesse determinare l’efficacia della DIA.

Da questa premessa discende la conseguenza giuridica decisiva. Prima di assumere qualsiasi determinazione sulla fattibilità dell’intervento, l’amministrazione avrebbe dovuto attendere il parere richiesto e, nelle more, sospendere il procedimento di esame della DIA. Il parere configura infatti un atto fondamentale del procedimento stesso.

L’omessa attesa della risposta regionale rende il procedimento comunale illegittimo, perché manchevole di un presupposto essenziale per la tutela boschiva. Il difetto d’istruttoria inficia così gli atti gravati, tanto l’originario diniego quanto la nota confermativa.

Il Collegio trae ulteriore conferma sul piano dell’efficacia: la DIA, in mancanza del parere, non ha mai preso efficacia. Su queste basi il ricorso principale e i motivi aggiunti sono accolti, con annullamento degli atti impugnati e salvezza degli ulteriori provvedimenti dell’amministrazione. Le spese di lite sono compensate in ragione dell’obiettiva controvertibilità delle questioni.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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