Gestione EPAP 2024: patrimonio stabile ma rendimenti sotto rivalutazioni (Corte dei Conti Sez. contr. Enti n. 106 del 06.07.2026)
Principi di diritto (Massima)
La Corte dei conti, nell’esercizio del controllo sulla gestione finanziaria degli enti previdenziali di diritto privato, verifica la sostenibilità di medio-lungo periodo della gestione, con particolare riguardo alla copertura degli oneri di rivalutazione dei montanti contributivi attraverso i rendimenti degli investimenti. La situazione patrimoniale dell’ente è solida, ma la differenza negativa tra rendimenti netti e rivalutazioni contributive, in crescita, richiede un costante monitoraggio e l’adozione di criteri di prudenza nella gestione finanziaria e nelle stime previsionali. Le verifiche di esigibilità dei crediti per contributi, anche di quelli soggettivi e integrativi, sono essenziali per una corretta rappresentazione contabile della sostenibilità della gestione previdenziale.
Il Fatto
La Sezione del controllo sugli Enti della Corte dei conti ha esaminato la gestione finanziaria dell’esercizio 2024 dell’Ente di previdenza ed assistenza pluricategoriale (EPAP), l’ente di diritto privato che gestisce la previdenza obbligatoria per gli iscritti agli albi di agronomi e forestali, attuari, chimici e fisici e geologi. Il controllo, disciplinato dall’art. 2 della legge n. 259/1958 e riferito al Parlamento ai sensi dell’art. 7, ha riguardato il conto consuntivo, le relazioni degli organi di amministrazione e controllo e le vicende di maggior rilievo successive alla chiusura dell’esercizio. L’esito della gestione 2024 evidenzia un utile di esercizio in netto calo rispetto all’anno precedente.
La Motivazione della Corte
L’analisi della Corte si è concentrata sugli indicatori chiave della gestione previdenziale e finanziaria. Il numero dei pensionati è cresciuto del 10,47% (da 4.241 a 4.685), con una conseguente riduzione del rapporto tra iscritti attivi e pensionati, passato da 4,16 a 3,72, segnalando un progressivo invecchiamento della platea.
La Corte ha sottolineato con preoccupazione il crescente squilibrio tra il rendimento netto annuo della gestione mobiliare (euro 29.461.031) e l’onere per la rivalutazione contributiva dei montanti individuali (euro 42.539.100). Il differenziale negativo, più che raddoppiato rispetto al 2023 (da euro -6.340.367 a euro -13.078.069), ha reso necessario l’utilizzo delle riserve di patrimonio netto per far fronte all’adeguamento del fondo pensioni, comportando un decremento del patrimonio netto del 16,5%.
La Sezione ha ribadito la necessità di una gestione prudente degli investimenti, soprattutto in considerazione della rilevante esposizione in fondi chiusi (immobiliari, private equity e infrastrutturali), caratterizzati da una marcata illiquidità e da impegni residui di sottoscrizione per complessivi euro 36.156.506. Ha, inoltre, richiamato l’attenzione sull’opportunità di completare la struttura organizzativa con l’attivazione dei servizi di internal audit e risk management, ancora non operativi.
Sul piano dei crediti, la Corte ha raccomandato di insistere per una più efficace gestione del recupero, estendendo l’attività anche ai contributi soggettivi e integrativi, e di verificare costantemente la loro permanenza in bilancio. Tale verifica di esigibilità, da estendere a tutte le tipologie di contributi, è considerata essenziale per dare evidenza contabile al reale valore dei crediti e per determinare correttamente la copertura della riserva legale e la sostenibilità della gestione.
Nonostante le criticità, il bilancio tecnico proietta un saldo previdenziale e totale positivo per l’intero arco temporale 2023-2072, evidenziando una situazione di equilibrio e sostenibilità di lungo periodo, ancorché basata su prudenti ipotesi di rendimento del patrimonio.
Nota della Redazione
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