Sopravvenuto difetto di interesse per il rilascio di nuova autorizzazione commerciale a diverso soggetto (TAR Puglia n. 743 del 16.06.2026)
Principi di diritto (Massima)
Le condizioni dell’azione, e quindi l’interesse a ricorrere, devono permanere non solo al momento della proposizione del ricorso ma fino al passaggio in decisione della controversia. Il sopravvenuto rilascio di una nuova autorizzazione commerciale per gli stessi locali a favore di un diverso soggetto, espressamente subordinata alla condizione sospensiva della regolarità urbanistico-edilizia dell’immobile e della dotazione dei parcheggi, determina il venir meno dell’interesse alla demolizione dell’atto impugnato e comporta la declaratoria di improcedibilità del gravame.
Il Fatto
La società ricorrente aveva impugnato il provvedimento con cui il Comune aveva autorizzato l’attività di media struttura di vendita in favore della controinteressata, contestando la mancata verifica della dotazione minima di parcheggi asseritamente carente. La ricorrente aveva presentato istanza volta ad ottenere l’accertamento urbanistico-edilizio dei locali, chiedendo la chiusura del procedimento con prescrizioni.
In corso di causa, il Comune aveva respinto l’istanza della controinteressata volta ad ottenere la modifica delle superfici pertinenziali a parcheggio e, per gli stessi locali, aveva rilasciato una nuova autorizzazione commerciale a favore di un diverso operatore, subordinata alla condizione sospensiva della regolarità urbanistico-edilizia dell’immobile. La ricorrente aveva quindi dichiarato di non avere più interesse alla decisione del ricorso, chiedendo la declaratoria di improcedibilità.
La Motivazione della Corte
Il Collegio ha dato atto del sopravvenuto difetto di interesse, richiamando il principio per cui l’interesse a ricorrere deve permanere sino al momento del passaggio in decisione della controversia. La nuova autorizzazione rilasciata ad un diverso operatore, con condizione sospensiva legata alla verifica dei parcheggi e degli standard urbanistici, ha fatto venir meno l’utilità concreta che la ricorrente avrebbe potuto trarre dall’eventuale annullamento del provvedimento originariamente impugnato.
La declaratoria di improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse è stata disposta con compensazione integrale delle spese processuali tra le parti.
Nota della Redazione
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