Indebito pensionistico e legittimo affidamento del pensionato (Corte dei Conti Sez. giur. Sardegna n. 108 del 28.06.2024)
Principi di diritto (Massima)
Il potere dell’amministrazione di modificare il provvedimento di pensione provvisoria e di recuperare gli importi erogati in eccesso permane anche dopo la scadenza del termine regolamentare per l’adozione del provvedimento definitivo. A tale potere si contrappone il legittimo affidamento del pensionato, che si fonda su un elemento oggettivo, su un elemento soggettivo di buona fede, senza dolo, e su un elemento temporale. Il lungo tempo trascorso tra erogazione provvisoria e definitiva, l’assenza di un errore macroscopico e la mancata prova della conoscibilità dell’errore da parte del percipiente rendono irripetibile l’indebito. La rivalsa dell’ente previdenziale verso l’amministrazione datrice di lavoro si riparte in proporzione al diverso concorso causale.
Il Fatto
Il ricorrente, militare collocato in quiescenza, ha impugnato il provvedimento con cui l’INPS ha accertato un indebito di 10.244,13 euro sulla partita di pensione, per somme corrisposte in più dall’8 maggio 2008 al 31 maggio 2023, chiedendone la restituzione. Ha dedotto l’irripetibilità delle somme, invocando la buona fede dell’accipiens e l’affidamento ingenerato dal lungo lasso di tempo intercorso tra il trattamento provvisorio e quello definitivo; in subordine, ha eccepito la prescrizione dei ratei.
L’Istituto si è costituito chiedendo il rigetto e, in via subordinata, l’autorizzazione alla chiamata in causa del Ministero della Difesa per l’esercizio della rivalsa. La Sezione ha disposto l’integrazione del contraddittorio con il Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri, che ha contestato ogni profilo di responsabilità a proprio carico.
La Motivazione della Corte
Il giudice muove dalla giurisprudenza contabile e richiama la sentenza delle Sezioni Riunite n. 2/2012/QM. Lo spirare del termine per l’adozione del provvedimento definitivo non priva l’amministrazione del diritto-dovere di modificare la pensione provvisoria e di procedere al conguaglio. Il potere di autotutela resta fermo.
A fronte di tale potere, la Corte riconosce in capo al pensionato una situazione di legittimo affidamento, espressione delle clausole di correttezza e buona fede. I tre elementi costitutivi sono individuati nell’elemento oggettivo del vantaggio, nell’elemento soggettivo della plausibile convinzione di avere titolo all’utilità, non conseguita con dolo, e nell’elemento temporale del vantaggio consolidato in un arco di tempo tale da persuadere il beneficiario della sua stabilità.
Nel caso concreto la pensione provvisoria è stata corrisposta dall’8 maggio 2008 al 31 maggio 2023. Il decreto di pensione definitiva è stato trasmesso all’INPS nel 2014, ma è stato portato a esecuzione solo nel maggio 2023, dopo un ulteriore decreto del 2021. Il termine per completare il procedimento non è stato rispettato: il provvedimento definitivo è intervenuto dopo oltre sei anni e l’esecuzione a circa quindici anni dalla cessazione dal servizio.
La Corte ritiene che l’inerzia protratta abbia rafforzato nel pensionato il ragionevole convincimento della spettanza del trattamento. Dalle risposte acquisite non è emerso alcun elemento sulle ragioni della discordanza tra provvisorio e definitivo; l’errore non era macroscopico né di facile individuazione, anche per l’entità contenuta dell’indebito e la difficoltà dei calcoli. Le amministrazioni conoscevano gli elementi per la determinazione della pensione, il ricorrente no. Il ricorso è pertanto accolto, con dichiarazione di irripetibilità e diritto alla restituzione, con interessi legali dal 25 maggio 2023.
Quanto alla rivalsa, richiamato il principio generale desumibile dall’art. 8 del d.P.R. n. 538/1986 e la sentenza delle Sezioni Unite n. 23731/2007, la Corte rileva che il decreto definitivo è stato trasmesso dall’Arma nel 2014, mentre la contestazione dell’indebito è del maggio 2023. La domanda è accolta parzialmente: 20% a carico del Ministero della Difesa e 80% a carico dell’INPS, in ragione del diverso concorso causale.
Nota della Redazione
Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.