Misure consequenziali idonee ma da completare nei rapporti Roma Capitale-AMA (Corte dei Conti Sez. contr. Lazio n. 62 del 30.07.2026)
Principi di diritto (Massima)
Le misure consequenziali adottate dagli enti locali e dalle società in house, ai sensi dell’art. 3, comma 6, della legge n. 20/1994, in attuazione delle indicazioni della Corte dei conti devono ritenersi complessivamente idonee quando producono effetti contabili, finanziari e patrimoniali concreti e incrementano il grado di riconciliazione delle posizioni reciproche. Tuttavia, tale valutazione non esclude la sussistenza di profili che richiedono ulteriore definizione, completamento e consolidamento. In particolare, la corretta determinazione e pubblicazione degli indicatori di tempestività dei pagamenti, ai sensi dell’art. 33 del d.lgs. n. 33/2013 e dell’art. 9 del d.P.C.M. 22 settembre 2014, deve essere mantenuta distinta dal calcolo del Days Payable Outstanding e da altri parametri interni relativi alle passività commerciali, non potendo questi ultimi assolvere agli obblighi di trasparenza né consentire la verifica del rispetto dei termini legali di pagamento.
Il Fatto
La Sezione regionale di controllo per il Lazio della Corte dei conti, con la deliberazione n. 80/2025/GEST, aveva approvato la relazione sulla gestione amministrativa e finanziaria di AMA S.p.A. riferita all’esercizio 2023, formulando rilievi su vari aspetti dei rapporti tra la società in house e Roma Capitale, quali la circolarizzazione delle posizioni creditorie e debitorie, la gestione dei flussi finanziari, l’assetto contrattuale dei servizi cimiteriali, l’attuazione degli investimenti impiantistici, la programmazione aziendale e la gestione della Ta.Ri. Con la medesima deliberazione, era stato disposto che AMA S.p.A. e Roma Capitale comunicassero, entro sei mesi, le misure consequenziali adottate, come previsto dall’art. 3, comma 6, della legge n. 20/1994, con facoltà di adottare il provvedimento motivato ex art. 3, comma 64, della legge n. 244/2007.
A seguito delle comunicazioni del gennaio 2026 e di una successiva, articolata istruttoria, volta ad acquisire un quadro analitico sulle partite definite e sui flussi finanziari, la Sezione ha adottato la deliberazione in commento, con la quale ha valutato l’idoneità delle misure comunicate da Roma Capitale e da AMA S.p.A. alla luce della documentazione integrativa acquisita, incluso il bilancio civilistico della società al 31 dicembre 2025.
La Motivazione della Corte
La Corte dei conti ha valutato che le misure consequenziali adottate da Roma Capitale e da AMA S.p.A. risultano, nel loro complesso, idonee a dare attuazione alle indicazioni formulate con la deliberazione n. 80/2025/GEST. L’istruttoria ha evidenziato un concreto avanzamento nei principali ambiti oggetto di rilievo, quali la sottoscrizione di verbali di riconciliazione, l’effettuazione di compensazioni e riversamenti, la definizione di un assetto contrattuale stabile per i servizi cimiteriali, l’avvio della fase esecutiva per gli investimenti impiantistici e l’aggiornamento degli strumenti di programmazione e della disciplina sul controllo analogo.
Tuttavia, permangono profili che richiedono ulteriore definizione e completamento. Con riguardo alla circolarizzazione delle partite, pur essendo stato incrementato il grado di riconciliazione per le annualità 2023 e precedenti, restano importi da definire e non risulta ancora disponibile un prospetto unico che raccordi le singole posizioni creditorie e debitorie con i rispettivi saldi contabili. Per i servizi cimiteriali, pur essendo stato superato il ricorso alle proroghe tecniche e consolidato il sistema di riscossione tramite PagoPA, restano da completare gli adempimenti contabili e, ove dovuto, giudiziali relativi alle somme incassate dalla società quale agente contabile di fatto e da definire la futura collocazione organizzativa ed economico-finanziaria del servizio.
In riferimento agli investimenti impiantistici finanziati ex art. 42 del decreto-legge n. 50/2022, la Corte ha rilevato l’avvio dei lavori per la maggior parte degli interventi, ma ha sottolineato la necessità di una rendicontazione periodica, analitica e riconciliata per singola opera, nonché la definizione dei profili patrimoniali e gestionali per gli impianti di Ponte Malnome e Rocca Cencia. Un profilo di particolare rilievo è emerso in materia di tempi di pagamento: i valori pubblicati da AMA S.p.A. per gli anni 2023 e 2024, pari a 139 e 169 giorni, sono stati determinati con la metodologia del DPO, che non misura i giorni intercorrenti tra scadenza e pagamento delle singole fatture, e quindi non assolve agli obblighi di pubblicazione dell’indicatore di tempestività previsto dalla normativa sulla trasparenza.
La Corte ha, pertanto, evidenziato la necessità che AMA S.p.A. determini e pubblichi gli indicatori annuali e trimestrali secondo la metodologia normativa, mantenendoli distinti dal DPO e dal parametro interno sul rischio di crisi aziendale, e renda disponibili elementi analitici per verificare i tempi effettivi di pagamento. È stato, inoltre, segnalato che il valore del DPO per il 2025, pari a 154 giorni, permane particolarmente elevato e, unitamente all’incremento dei debiti scaduti da oltre novanta giorni, può determinare effetti negativi sulla filiera dei fornitori. La deliberazione si conclude, quindi, con la valutazione di complessiva idoneità delle misure e con la formulazione di specifici obblighi di completamento e consolidamento a carico di Roma Capitale e AMA S.p.A., ciascuna per quanto di competenza.
Nota della Redazione
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