Notifica del diniego di sanatoria inesistente e illegittimità derivata della demolizione (TAR Sicilia n. 2409 del 07.08.2026)

Principi di diritto (Massima)
La notifica del provvedimento di diniego di sanatoria edilizia eseguita presso un luogo diverso dalla residenza anagrafica del destinatario, senza che l’amministrazione dia prova della sua legale conoscenza, è inesistente e non produce alcun effetto nei confronti dell’interessato. Ne deriva che l’ingiunzione di demolizione fondata su quel diniego, ancorché ritualmente notificata, è illegittima per invalidità derivata. L’effetto conformativo della pronuncia demolitoria vincola l’ente locale alla riedizione del potere sull’istanza di sanatoria, previo contraddittorio procedimentale con il ricorrente.

Il Fatto

La ricorrente è proprietaria di un immobile in Palermo, sul quale aveva presentato istanza di condono edilizio per abusi insistenti su due piani dell’edificio. Con atto del 2020 l’amministrazione comunale esponeva i motivi ostativi all’accoglimento dell’istanza; con provvedimento del 22 gennaio 2021 negava poi la sanatoria. Nel febbraio 2024 l’ente locale ingiungeva la demolizione delle opere non sanate.

La ricorrente impugnava l’ingiunzione deducendo l’invalidità derivata dal diniego presupposto, del quale assumeva la mancata rituale notificazione, e censurava in via diretta il diniego per eccesso di potere e per violazione dell’art. 10-bis della l. n. 241/1990, per il pregiudizio arrecato alla propria partecipazione procedimentale.

La Motivazione della Corte

Il Collegio ha ritenuto che la controversia dovesse essere risolta su un piano essenzialmente fattuale. La ricorrente aveva avuto contezza del diniego del 2021 solo perché questo era richiamato nell’epigrafe dell’ingiunzione del 2024. Il Collegio ha quindi dubitato dell’ammissibilità del ricorso, prospettata anche in sede cautelare, perché le censure investivano un atto ormai stabile negli effetti.

Preso atto dell’istanza istruttoria, il Tribunale ha però ordinato all’amministrazione di depositare copia del diniego di sanatoria con la relata di notificazione e l’estratto ANPR relativo alla residenza della ricorrente. L’amministrazione ha prodotto la relata redatta dal messo comunale di un Comune della provincia di Bergamo, contenente l’espressa indicazione dell’irreperibilità del destinatario.

Con successiva ordinanza collegiale il Collegio ha reiterato l’ordine istruttorio sull’estratto ANPR, per verificare se la notifica fosse avvenuta presso la residenza anagrafica della ricorrente e se questa avesse avuto legale conoscenza dell’atto presupposto. L’amministrazione non ha ottemperato neppure a quest’ultimo ordine, nonostante fosse stato inviato anche al Comando della Polizia municipale.

Da tale inerzia il Tribunale ha tratto la conseguenza che non è possibile comprendere per quale ragione il diniego sia stato notificato in un Comune del Nord Italia. Ha quindi qualificato inesistente la notifica del diniego, in violazione dell’art. 21-bis della l. n. 241/1990, per mancanza di efficacia nei confronti del destinatario.

Ne è derivata l’illegittimità dell’ingiunzione di demolizione per invalidità derivata. Il Collegio ha annullato sia il diniego del 2021 sia l’ingiunzione del 2024, condannando l’ente locale alle spese di lite, liquidate in euro 2.000 oltre accessori.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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