Il soccorso istruttorio è obbligatorio prima del rigetto CIGO (TAR Lazio n. 6761 del 14.04.2026)
Principi di diritto (Massima)
L’amministrazione, prima di rigettare una domanda di CIG ordinaria per carenza di elementi valutativi, ha l’onere di attivare il soccorso istruttorio, richiedendo all’impresa di fornire gli elementi necessari al completamento dell’istruttoria entro quindici giorni, ai sensi dell’art. 11 del D.M. n. 95442/2016. La mancata attivazione di tale procedura costituisce vizio di difetto di istruttoria che inficia il provvedimento di diniego, anche quando l’amministrazione provveda a un successivo riesame in autotutela che modifichi la motivazione del rigetto. Il ricorso giurisdizionale avverso il silenzio rigetto formatosi sul ricorso amministrativo è tempestivo se proposto entro il termine di decadenza di sessanta giorni dalla sua formazione.
Il Fatto
Una società, divenuta beneficiaria di un ramo d’azienda a seguito di una scissione parziale asimmetrica, presentava all’INPS una domanda di CIG ordinaria per mancanza di ordini e commesse, in relazione a ventiquattro dipendenti transitati dalla società scindenda. L’INPS respingeva l’istanza, ma il provvedimento di diniego risultava carente di motivazione e non era stata attivata la procedura di soccorso istruttorio. Dopo il silenzio rigetto dell’amministrazione sul ricorso gerarchico, la società proponeva ricorso al TAR.
La Motivazione della Corte
La sentenza ha preliminarmente esaminato la questione della sopravvenuta carenza di interesse sul ricorso introduttivo. A seguito dell’adozione di un nuovo provvedimento di riesame che modificava la motivazione del diniego, il Tribunale ha dichiarato improcedibile il ricorso originario, essendo stato l’atto impugnato sostituito e superato da quello successivo, impugnato con motivi aggiunti. Tale conclusione si rivelava identica anche secondo la tesi dell’INPS, che qualificava l’intervento come atto di autotutela.
Nel merito, il Collegio ha accertato la fondatezza del ricorso per motivi aggiunti, valorizzando l’ammissione della stessa amministrazione. La Direzione centrale metropolitana aveva infatti riconosciuto che il primo provvedimento di reiezione non indicava motivazioni congrue e che non era stato correttamente attivato il soccorso istruttorio previsto dall’art. 11 del D.M. n. 95442/2016. Tale norma impone all’INPS, in caso di supplemento di istruttoria, di richiedere all’impresa gli elementi necessari entro quindici giorni dalla ricezione della richiesta.
La Corte ha richiamato il principio del soccorso istruttorio come precipitato del canone di buon andamento dell’azione amministrativa, specificamente declinato dal Messaggio INPS del 3 maggio 2017, che impone la procedura in tutte le ipotesi in cui si ritenga di dover rigettare la domanda per carenza di elementi valutativi. Nel caso di specie, né il primo né il secondo provvedimento erano stati preceduti da una richiesta istruttoria che consentisse all’azienda di chiarire le circostanze poste a base del diniego.
Il Tribunale ha infine giudicato irrilevante il prospetto riepilogativo prodotto dall’INPS in giudizio, in quanto privo di riscontro documentale circa asserite interlocuzioni con l’azienda e richieste di integrazione documentale. L’assenza di un supplemento istruttorio ha precluso alla società ricorrente la possibilità di rappresentare le proprie ragioni, configurando un’ipotesi di violazione di legge che determina l’illegittimità del diniego per difetto di istruttoria.
Nota della Redazione
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