Legittimo il PABE di Carrara: nessun aggravamento procedimentale e quantità sostenibili ragionevoli (TAR Toscana n. 999 del 31.07.2024)

Principi di diritto (Massima)
Il piano attuativo di bacino estrattivo che recepisce le prescrizioni del PIT-PPR non introduce un aggravamento procedimentale vietato: gli oneri documentali richiesti a corredo dell’istanza di compatibilità paesaggistica sono funzionali alla verifica di conformità dei singoli interventi al piano e si atteggiano in modo proporzionato all’entità dell’intervento. Il richiamo alle linee segnalatrici di possibilità pluviometrica per il dimensionamento delle vasche è coerente con la disciplina regionale in materia di acque meteoriche dilavanti e non configura una previsione illogica. Le quantità sostenibili determinate dal piano attuativo, in quanto derivanti dal Piano Regionale Cave secondo criteri di media storica e di resa in blocchi, si presentano ragionevoli. La previsione di un potere comunale di revoca dell’autorizzazione all’escavazione, previa conferenza di servizi, non invade la competenza delle autorità sanitarie né viola il principio di tipicità delle sanzioni.

Il Fatto

La società ricorrente coltiva una cava nel Bacino di Torano, nel Comune di Carrara, in forza di autorizzazione estrattiva risalente al 2013. Il Comune, con deliberazione consiliare, approvava definitivamente il PABE relativo alla scheda n. 15 del PIT-PPR, ai sensi degli artt. 113 e 114 L.R. 65/2014, già adottato in precedenza.

La società impugnava la deliberazione di approvazione e gli elaborati richiamati, deducendo violazione di legge ed eccesso di potere sotto plurimi profili. Si costituivano il Comune, la Regione Toscana e il Ministero competente. All’udienza pubblica la ricorrente dichiarava di non avere più interesse alla decisione dei primi due motivi.

La Motivazione della Corte

Il Collegio dichiara improcedibile il primo motivo, che riproponeva doglianze già respinte con una precedente sentenza della Sezione, e parimenti improcedibile il secondo, relativo alla previsione che demandava a un successivo studio la definizione dei quantitativi minimi da destinare alla trasformazione in blocchi. In entrambi i casi la parte ha dichiarato in udienza di non avere ulteriore interesse.

Nel merito, il Giudice respinge la censura di aggravamento procedimentale. Le norme tecniche di attuazione individuano il PABE quale parametro della valutazione di compatibilità paesaggistica, riferita agli effetti cumulativi sul paesaggio secondo l’allegato del PIT-PPR. Tale impostazione è già stata condivisa dalla sentenza della Sezione n. 284 del 12 marzo 2024, richiamata quale precedente conforme. L’elenco dei documenti richiesti è funzionale alla verifica di conformità e la sua consistenza varia a seconda del singolo intervento, con un’ipotesi di presentazione semplificata per le varianti che non comportino nuova autorizzazione.

Quanto al dimensionamento delle vasche, il riferimento alle linee segnalatrici di possibilità pluviometrica risulta coerente con il regolamento attuativo regionale, che impone al progetto di coltivazione di indicare lo schema e le modalità di gestione delle acque meteoriche e di dilavazione. Il Collegio esclude l’illogicità della previsione, anche in ragione dell’ingravescenza dei fenomeni atmosferici.

Sul potere di revoca dell’autorizzazione in caso di provvedimenti di messa in sicurezza, il Tribunale chiarisce che esso costituisce un potere autonomo del Comune quale autorità competente al rilascio del titolo, esercitabile con le garanzie della conferenza di servizi, senza alcuna violazione della competenza delle autorità sanitarie né del principio di tipicità delle sanzioni.

Le quantità sostenibili derivano dal Piano Regionale Cave, previa parametrazione dei volumi alla durata decennale e correttivi fondati sulla media storica delle produzioni e sulla resa minima in blocchi; i criteri sono pertanto ragionevoli. Gli ultimi motivi, concernenti il reticolo idrico regionale, la scheda cartografica e le indagini geologiche, sono dichiarati inammissibili per difetto di interesse attuale e concreto. Il ricorso è quindi in parte improcedibile e in parte respinto, con compensazione delle spese.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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