Controllo PNRR sui centri nazionali di ricerca e sulle Key Enabling Technologies (Corte dei Conti Sez. contr. gestione Stato n. 13 del 06.02.2024)
Principi di diritto (Massima)
Il controllo sulla gestione esercitato dalla Corte dei conti sugli interventi del PNRR, ai sensi dell’art. 3, comma 4, legge 14 gennaio 1994, n. 20 e dell’art. 7, comma 7, d.l. 31 maggio 2021, n. 77, è volto a valutare economicità, efficienza ed efficacia dell’acquisizione e dell’impiego delle risorse finanziarie. Il giudizio si estende allo stato di attuazione delle misure, alla capacità di monitoraggio dell’amministrazione titolare e all’attendibilità degli strumenti di rendicontazione. Il raggiungimento di milestone e target europei costituisce parametro essenziale di verifica, mentre gli scostamenti rispetto ai cronoprogrammi vanno valutati in funzione della loro incidenza sulla tempistica complessiva. L’eventuale ritardo nell’avvio e nella rendicontazione della spesa, ove riconducibile alla complessità procedurale, non integra di per sé irregolarità gestionale, ma richiede correttivi.
Il Fatto
La Sezione centrale di controllo sulla gestione delle Amministrazioni dello Stato ha esaminato l’investimento PNRR M4-C2-1.4, «Potenziamento strutture di ricerca e creazione di campioni nazionali di R&S su alcune Key Enabling Technologies», affidato al Ministero dell’università e della ricerca. La misura, finanziata con una dotazione complessiva di euro 1.600.000.000, è destinata alla creazione di cinque Centri Nazionali di ricerca di frontiera, selezionati mediante procedura competitiva. Il controllo è stato programmato con la deliberazione n. 7/2023/G e il rapporto ne illustra gli esiti con riferimento al 31 dicembre 2023.
La questione sottoposta all’esame della Sezione attiene allo stato di avanzamento della misura, alle modalità di monitoraggio adottate dal Ministero e ai profili di criticità della fase di avvio dei programmi di ricerca.
La Motivazione della Corte
La Sezione ricostruisce anzitutto il quadro delle risorse e degli adempimenti. I decreti direttoriali del 17 giugno 2022 hanno approvato i finanziamenti dei cinque Centri Nazionali, impegnando fondi pari a euro 1.599.994.434,61 e consentendo il raggiungimento della milestone europea M4C2-19 prevista entro giugno 2022.
Sul piano del monitoraggio, la Corte valuta come valido lo strumento informativo AtWork, impiegato dal Ministero per lo scambio dei dati, la raccolta delle informazioni e la rendicontazione delle spese, con aggiornamenti quindicinali e un articolato sistema di controlli a più livelli. Il giudizio del Panel di esperti tecnico-scientifici, composto dai medesimi revisori internazionali della fase di valutazione ex ante, è considerato uno strumento idoneo a misurare l’efficienza e l’efficacia dei progetti.
Gli esiti del controllo, tuttavia, evidenziano criticità. I programmi scontano un avvio incerto, riconducibile all’eccezionalità del PNRR e alla necessità di contemperare la speditezza dell’attuazione con la correttezza dell’azione amministrativa. Tale bilanciamento ha prodotto incertezze e rallentamenti nella rendicontazione della spesa, più che nelle attività. Emerge inoltre un vulnus nella gestione dei rapporti interni al partenariato, in particolare con i soggetti pubblici, per la numerosità dei progetti e la scarsità delle risorse umane dedicate.
La Sezione sottolinea infine che la riprogrammazione del PNRR approvata dalla Commissione europea ha introdotto un target finale M4C2-9 al T2 2026 in sostituzione della precedente milestone, imponendo una rivalutazione degli obiettivi alla luce della verifica di operatività e del completamento delle attività dei cinque Centri. L’avanzamento fisico, pur rallentato, mostra un differenziale negativo in progressiva riduzione, con prospettiva di allineamento nel corso del primo semestre 2024.
Nota della Redazione
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